Quaranta guardie carcerarie, fino ad ora impiegate in compiti amministrativi a Roma, inviati in missione a Perugia fino ad ottobre
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Il “pacchetto sicurezza” è legge ma un po’ in tutta Italia, già prima che le nuove norme entrino in vigore, le carceri stanno scoppiando sia perché mancano gli spazi sia perché mancano gli agenti di custodia.
A Capanne di Perugia ci sarà l’apertura di un nuovo padiglione detentivo nel mese di luglio
e nel bel mezzo del piano ferie del personale della polizia penitenziaria.
“Una situazione d’emergenza al limite del collasso” secondo la Cgil Funzione pubblica della provincia di Perugia che ha proclamato lo steso di agitazione del personale a essa aderente.
Secondo il coordinatore polizia penitenziaria e segretario generale Fp-Cgil Perugia, «la già grave carenza di personale, continuamente denunciata» dal sindacato avrebbe il sollievo « di sole 35 unità dal mese di ottobre »  non solo  insufficiente a sanare la situazione attuale ma del tutto improponibile per la gestione di un padiglione con una capienza di oltre 200 detenuti .
«La Funzione pubblica Cgil – è detto in una sua nota – è fortemente preoccupata della situazione che verrà inevitabilmente a crearsi fin dai primi momenti dall’apertura del nuovo reparto, soprattutto per i vertiginosi aumentati carichi di lavoro a discapito del rispetto dei più elementari diritti di chi lavora, come quello di godere del riposo settimanale e delle ferie e di vedersi pagate le ore di lavoro straordinario, visto che già sono terminati i fondi per l’anno corrente.
 La scelta del ministero di inviare in missione, fino al 15 ottobre, 40 unità di polizia penitenziaria proveniente dagli uffici del Dipartimento, se da un parte dimostra il livello di criticità in cui è giunto tutto il sistema penitenziario nel nostro Paese, dall’altra ci preoccupa pensando al grado di operatività e di gestione di eventi critici di quel personale che fino a poche ore prima era impiegato a trattare atti amministrativi e magari in procinto di recarsi in ferie».
La Fp-Cgil ha quindi rivolto un appello alle istituzioni per «scongiurare o almeno per ritardare l’apertura del reparto di Capanne fino all’assegnazione definitiva di ulteriore personale del comparto sicurezza e di quello amministrativo»

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