Quattro componenti della famiglia Cignelli perirono nell'esplosione della fabbrica di fuochi artificiali che da anni assicurava lo spettacolo pirotecnico a Todi in occasione della Festa della Consolazione
consolazione

Sono state  rese note le motivazioni con le quali la procura della Repubblica di Orvieto, dopo 18 mesi d’indagini, ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta per l’esplosione che, il 6 febbraio del 2008, distrusse una fabbrica di fuochi artificiali a Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo, causando la morte di quattro persone, ben note anche in in Umbria ed a Todi ove curavano l’annuale spettacolo pirotecnico per la festa della Consolazione.
Nella terrificante esplosione morirono i proprietari della fabbrica Renato Cignelli di 44 anni, il fratello Fiorenzo di 58 e le rispettive mogli, Rosanna Abatematteo di 41 anni ed Elisabetta Tirinnanzi di 53.
Errori umani, la presenza di telefonini cellulari, polveri piriche importate dalla Cina e non sicure, pinzatrici metalliche e inneschi attivi: sarebbe stato questo mix di circostanze a determinare la tragedia.
Per accertare le cause dell’ esplosione della fabbrica di fuochi artificiali, una delle più antiche e famose dell’Italia centrale, sono state eseguite perizie, rilievi tecnici e perfino una simulazione dell’ incidente.

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