L’ospedale della Media Valle del Tevere diventa dunque la struttura regionale dedicata all’allarme coronavirus. Siamo in una fase di emergenza assoluta, non è  questo il momento dei campanilismi e delle isterie.
Accettiamo di buon grado la decisione della Giunta Regionale dettata sicuramente per il meglio garantire la risposta migliore a questa situazione di grande difficoltà.

Il nostro sguardo cerca di capire già cosa succederà a fine emergenza. L’Assessore alla Sanità Umbra ha avuto modo di elogiare il nosocomio di Pantalla, perchè nuovo e quindi  moderno e per la sua, parola di TomTom Coletto, “Geolocalizzazione” centrale tra Perugia e Terni.
Passata la bufera “Corona Virus”, perchè facciamo nostro anche noi il motto “ce la faremo”, che cosa ne sarà  della struttura di Pantalla?

Non vogliamo che gli indicibili sforzi e sacrifici cui quotidianamente si sottopongono i sanitari e tutti i lavoratori del comparto si risolvano in un pugno di mosche sia per loro stessi sia per tutta la comunità.
Da tempo si parla di chiudere il punto nascita della Media Valle del Tevere. Non vorremmo che approfittando dell’emergenza la Giunta Regionale prenda la palla al balzo e trasformi una chiusura momentanea dettata dall’emergenza nella “morte” definitiva del punto nascita di Pantalla.

Stesso discorso per la chirurgia: sono necessarie garanzie per le centinaia di urgenze  che erano in lista di attesa per interventi salvavita. È necessario che anche le loro vite siano tutelate. Vanno quindi per lo meno reindirizzati ad altre strutture non dedicate al coronavirus.

Noi abbiamo una idea ben chiara. Questa esperienza dell’emergenza Sanitaria deve trasformarsi in una opportunità  di rilancio della Sanità  Pubblica in Umbria ed in Italia. La Sanità  Pubblica, l’unica che ci sta salvando la pelle.
Passata “‘a nuttata” bisognerà riaprire il punto nascita dotandolo di rianimazione neonatale, riaprire le 5 sale operatorie già chiuse del reparto di Chirurgia dotando la struttura di una sala rianimazione, prevedere delle unità di semiintensiva anche a supporto della gastroenterologia, reinserire la riabilitazione ortopedica, ed altre specializzazioni per evitare che l’ospedale di Pantalla diventi un immenso “scatolone” vuoto.

Infine, vista la scelta di utilizzare questa struttura come centro di cura del virus, ci aspettiamo che si lavori parallelamente anche per creare un punto pubblico di ricerca e sperimentazione. Così da costruire su questa battaglia un futuro di occupazione e benessere per tutti noi.

condividi su: