La Promovideo di Perugia ha realizzato una visita immersiva a 360 gradi che permette di ammirare il gioiello ottocentesco anche durante la sua forzata e prolungata chiusura
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Ci vorrà ancora un po’ di tempo affinchè gli spazi culturali di Todi possano riaprire le loro porte a cittadini e turisti. E’ probabile che lo IAT, l’ufficio di informazione e assistenza al turista, ubicato al piano terra dei palazzi comununali, riprenderà la sua attività i primi di giugno, con a seguire qualche altro sito, tra quelli meno angusti e quindi visitabile nelle necessarie condizioni di sicurezza.

Tra gli spazi che sono “mancati” c’è sicuramente il Teatro Comunale, con la sua stagione di prosa sospesa e le aperture turistiche interrotte. Nel frattempo, però, grazie alla disponibilità dell’Amministrazione, c’è chi – nello specifico la Promovideo di Perugia – ha impegnato le più moderne tecnologie e risorse umane qualificate per realizzare dei prodotti innovativi in grado di regalare un’esperienza immersiva di grande fascino e attrazione.

Siamo parlando di una visita del Teatro a 360 gradi, con possibilità di navigare in platea, sul palcoscenico, dal palco centrale, per godersi, come dal vero, l’architettura, gli stucchi, le tappezzerie, fino al più minuto dei particolari.
La visita è resa disponibile appunto da Promovideo, società di comunicazione che da 30 anni è ai vertici nazionali, che ha inteso così fare un secondo omaggio alla città, dopo quello del video “A Todi la Bellezza ci aspetta”, girato nei primi giorni dell’emergenza Coronavirus:

Buona visita! http://www.cmstest.it/360TodiTeatro/

La storia del Teatro Comunale risale al 1868, quando la Giunta Municipale del Comune di Todi elesse una Commissione per dare l’avvio alla costruzione del Teatro Comunale. L’esecuzione del progetto fu affidata all’Architetto Carlo Gatteschi di Arezzo, che aveva appena portato a termine i lavori del Teatro «Signorelli» nella città di Cortona.
Alla realizzazione delle opere strutturali, murarie e pittoriche intervennero diverse maestranze. Dalle armature in legno della ditta Segoni di Firenze, alla tappezzeria dell’artigiano tuderte Eleuterio Branzani, dagli stucchi della facciata degli scultori Angeletti e Biscarini, alla decorazione pittorica del plafond eseguita magistralmente dal pittore perugino Matteo Tassi.
Ma l’opera di maggiore pregio è il sipario che raffigura l’arrivo di Ludovico Ariosto a Todi, opera di un altro pittore perugino, Annibale Brugnoli, artista di grande fama per l’esecuzione di prestigiosi lavori, tra i quali la decorazione del soffitto del Teatro Costanzi di Roma, oggi Teatro dell’Opera.
Il Teatro Comunale fu inaugurato nel 1876 con l’opera “Un ballo in maschera” di Giuseppe Verdi. Con i suoi 499 posti è il quarto dei Teatri Storici dell’Umbria, dopo il Morlacchi di Perugia, il Nuovo di Spoleto e il Mancinelli di Orvieto.

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