Tra i sei destinatari dei provvedimenti di custodia cautelare ai domiciliari, firmati dal Gip di Bologna, protagonisti di una truffa da oltre un milione di euro al Servizio Sanitario Nazionale vi è anche un dirigente umbro della ‘Italfarmacò di Cinisello Balsamo, un 48 enne, di Foligno, direttore della business unit immuno-oncologica, oltre al capo area manager per l’Italia Centrale, informatori scientifici e farmacisti.
Coinvolti anche a decine di medici emiliano-romagnoli, compiacenti o corrotti.
Denunciate infatti in stato di libertà 43 persone, 38 delle quali medici.
Sono medici universitari e ospedalieri, soprattutto oncologi, ma anche ematologi, endocrinologi e radioterapisti.
La maggior parte, 25, sono in servizio al Sant’Orsola di Bologna, gli altri, fra gli ospedali Maggiore di Bologna, quello di Bentivoglio, l’Infermi di Rimini (8 medici), il S.Anna di Ferrara e il S.Maria Nuova di Ravenna.
La maggior parte, 25, sono in servizio al Sant’Orsola di Bologna, gli altri, fra gli ospedali Maggiore di Bologna, quello di Bentivoglio, l’Infermi di Rimini (8 medici), il S.Anna di Ferrara e il S.Maria Nuova di Ravenna.
Tutti gli indagati sono accusati di associazione per delinquere, truffa ai danni del sistema sanitario e falso, e 5 medici anche di corruzione.
L’organizzazione avrebbe intascato indebitamente rimborsi per quasi un milione e duecentomila euro dal SSN, in particolare dalle Ausl di Bologna e Ravenna, grazie a ricette fittizie di costose specialità antitumorali e antimicotiche, come Longastatina, Myelostim e Triasporin. I farmaci (una confezione di Longastatina costa 1.395 euro) venivano prescritti a pazienti ignari, o addirittura deceduti.
Vendute migliaia di prodotti, a un prezzo scontato fino al 30%, ai farmacisti ‘amici’.
Questi ultimi, simulando la vendita su ricetta dei medicinali di fascia A, incassavano integralmente i rimborsi dallo Stato, poi rivendevano gli stessi farmaci sul mercato clandestino, oppure li smaltivano in modo illegale.
I medici compiacenti che firmavano le ricette, infine, ottenevano favori o regali: viaggi premio, computer, elettrodomestici e prodotti di elettronica.
Per elargire i benefit ai medici l’organizzazione aveva creato delle vere e proprie liste in negozi di Bologna e delle province di Terni e Frosinone dove si potevano prendere i prodotti tecnologici o gli elettrodomestici. Inoltre, usufruivano di un’agenzia viaggi di Foligno che organizzava i loro viaggi.
Il sistema, andava avanti da più di due anni.
Nel corso delle indagini sono state recuperate circa 3.500 confezioni defustellate di farmaci, per un valore di oltre 350.000 euro, e più di 3.000 ricette false.
L’organizzazione avrebbe intascato indebitamente rimborsi per quasi un milione e duecentomila euro dal SSN, in particolare dalle Ausl di Bologna e Ravenna, grazie a ricette fittizie di costose specialità antitumorali e antimicotiche, come Longastatina, Myelostim e Triasporin. I farmaci (una confezione di Longastatina costa 1.395 euro) venivano prescritti a pazienti ignari, o addirittura deceduti.
Vendute migliaia di prodotti, a un prezzo scontato fino al 30%, ai farmacisti ‘amici’.
Questi ultimi, simulando la vendita su ricetta dei medicinali di fascia A, incassavano integralmente i rimborsi dallo Stato, poi rivendevano gli stessi farmaci sul mercato clandestino, oppure li smaltivano in modo illegale.
I medici compiacenti che firmavano le ricette, infine, ottenevano favori o regali: viaggi premio, computer, elettrodomestici e prodotti di elettronica.
Per elargire i benefit ai medici l’organizzazione aveva creato delle vere e proprie liste in negozi di Bologna e delle province di Terni e Frosinone dove si potevano prendere i prodotti tecnologici o gli elettrodomestici. Inoltre, usufruivano di un’agenzia viaggi di Foligno che organizzava i loro viaggi.
Il sistema, andava avanti da più di due anni.
Nel corso delle indagini sono state recuperate circa 3.500 confezioni defustellate di farmaci, per un valore di oltre 350.000 euro, e più di 3.000 ricette false.











