Il consigliere del Movimento per la qualità della vita rilancia l'ipotesi dei microdepuratori di stalla, evidenziando il fallimento gestionale di questi anni della struttura di Olmeto
biodigestore


Marco Velloni è il consigliere del Movimento per la qualità della vita, la forza che si è sempre caratterizzata, sin dalla nascita, per l’attenzione ai problemi legati alla presenza del biodigestore ad Olmeto: è stata da poco approvata la commissione tecnica sulla valutazione di un progetto di ammodernamento dell’impianto che gli allevatori hanno dichiarato di voler presentare; lei ha votato contro questa commissione, perchè?

Come ho detto in Consiglio è stato presentato un documento della maggioranza dove si sono autoassolti delle responsabilità politiche relative alla gestione dell’impianto, non indicando le reali colpe delle amministrazioni precedenti, dei vertici della Sia e soprattutto le responsabilità a livello regionale.
Ci è stato chiesto di votare una commissione di validazione di una proposta tecnica di cui noi non eravamo, e non siamo ancora, a conoscenza: mi sembra un atteggiamento approssimativo che dimostra come questa amministrazione non ha ancora nessuna idea, o la tenga segreta, su come risolvere il problema.

Qual’è la soluzione, o il percorso da seguire per il Movimento da lei rappresentato?

Noi abbiamo presentato da quasi un anno un progetto che prevede la realizzazione di depuratori di stalla per il quale è previsto un periodo di sperimentazione a costo zero: uno dei vantaggi è che hanno un basso costo di investimento per gli allevatori, l’altro è che l’impatto ambientale sarebbe bassissimo con questa tecnologia. Questa ipotesi non è stata presa in considerazione dall’amministrazione, forse perchè le intenzioni celate sono altre, mentre gli allevatori hanno valutato questa ipotesi, per la quale almeno uno di loro si è reso disponibile per la realizzazione di questa struttura nella sua azienda.

Nell’intervista che ci ha rilasciato, il Sindaco Todini sostiene che il vostro voto ha manifestato una contraddizione: “ l’ avversione a qualsiasi ipotesi di riapertura di un impianto consortile e al tempo stesso l”assenso ad un ordine del giorno che prevede una valutazione del progetto che presenteranno gli allevatori”.

Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: qualsiasi amministrazione non può far a meno di valutare ogni proposta provenga dai cittadini, quindi anche degli allevatori; rimane allo stesso modo evidente che la nostra posizione rimane fermamente contraria ad un nuovo impianto consortile, visto che subiamo i disagi di questa struttura da ormai 25 anni.
La decisione sul futuro di questo impianto, prima che tecnica è politica, dobbiamo chiederci cosa vogliamo fare di questa vallata.

Il documento da voi presentato chiedeva anche un azzeramento dei vertici della Sia che gestiscono il biodigestore di Olmeto: la posizione della maggioranza, espressa da Todini, è che il problema sia strutturale, visto che gli impianti di Bettona ed Olmeto, considerati fratelli, hanno avuto simili problematiche: cosa ne pensa?

I problemi del biodigestore sono dovuti a una serie di concomitanze: la prima della quali sta nella sua concezione, visto che un impianto consortile di quelle dimensioni non è concepibile nelle nostre zone.
Progettualmente è nato male ed è stato gestito in modo a dir poco approssimativo: resta il fatto che le responsabilità sono soprattutto politiche, ed il Sindaco Todini, secondo noi, dovrebbe prenderne atto visto che negli ultimi 5 anni è stato Assessore all’ambiente del nostro Comune.
Quello che è ancora più grave è che anche oggi, come in tutti gli anni precedenti, la nuova Amministrazione non tiene minimamente in conto i diritti dei cittadini della vallata: parliamo di circa 7000 persone.
Nel Consiglio Comunale in oggetto è stato risposto in modo negativo alla nostra richiesta di svolgere analisi in contraddittorio con quelle che sta effettuando l’Amminstrazione, palesando un conflitto d’interessi per cui l’amministrazione si trova nel ruolo di controllore e controllato.
Ci viene da chiederci se il Sindaco, quando parla, lo fa come rappresentante di tutti i cittadini o come azionista di maggioranza dell’impianto pubbllico-privato: quali sono gli interessi che sono tenuti più in considerazione da questa amministrazione?

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