Nella maxi evasione fiscale da oltre 1 miliardo di euro imponibile sottratto all’erario, con un’evasione solo ai fini Iva di circa 245 milioni di euro, sono coinvolte anche imprese dell’Umbria.
La Guardia di Finanza di Vicenza ha effettuato un’operazione che ha portato all’emissione di 13 ordinanze di custodia cautelare (9 delle quali già eseguite) nei riguardi di altrettanti imprenditori del conciario.
Sommate a precedenti 8 arresti, le ordinanze portano a 21 il numero degli imprenditori destinatari di provvedimenti restrittivi e a 178 numero complessivo degli indagati; 128 le società filtro e «cartiere» coinvolte in Veneto, Lombardia, Emilia, Marche, Umbria, Caserta, Lazio e 38 le perquisizioni eseguite.
Ogni indagato aveva ruoli ben precisi tali da configurare una vera e propria organizzazione a delinquere: dal reclutamento dei prestanome alla contabilità delle false operazioni commerciali, ai rapporti con gli istituti di credito, alla documentazione extracontabile, ai viaggi all’estero per compilare documenti doganali fittizi.
Erano nate come funghi una serie di srl nate per l’importazione di pelli gregge e semilavorate di provenienza extracomunitaria (sudamericana, australiana, neozelandese, russa ed ucraina) che godevano di particolari agevolazioni fiscali.
Tra le società estere che cedevano il pellame e le imprese italiane che lo compravano era stata creata una fitta serie di società filtro e ‘cartiere’ dedite esclusivamente all’emissione di fatture per prestazioni inesistenti, intestate a prestanome, con un vorticoso giro di denaro contante parte del quale trovava riparo in istituti di credito della repubblica di San Marino
- Redazione
- 9 Ottobre 2009











