Mentre tutti si preoccupano della febbre suina, una patologia virale, trasmessa all’uomo dalle zanzare, che può portare gravi conseguenze, si sta ‘allargando’ nelle zone del nord-est toccando, ad oggi, almeno 7 città.
Porta il nome di febbre del Nilo solo perché è stata diagnosticata per la prima volta in Africa. Ma da noi si potrebbe chiamare padana, perché interessa al momento le province di Venezia, Mantova, Ferrara, Rovigo, Modena, Reggio Emilia e Bologna.
Al fine di evitare rischi per chi dovesse ricevere sangue, coloro che abbiano soggiornato in queste zone dovranno osservare uno stop di almeno 28 giorni primi di poter fare una donazione di sangue.
Per chi abita stabilmente in quelle province ci saranno test ad hoc (test Nat) aggiuntivi a quelli che di routine si fanno per verificare la sicurezza del sangue..
In Italia, si sono registrati ad oggi alcuni casi umani della malattia ed almeno due decessi. Fondamentale, avvertono gli specialisti, è la sorveglianza dell’infezione e la lotta al vettore, ovvero la zanzara culex e quella ‘tigre’.
In oltre l’80% dei casi la malattia è asintomatica, nel 20% dei casi i sintomi sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale e solo in un caso su 150 l’infezione virale può provocare sintomatologia di malattie neuroinvasive come la meningite.
Se la malattia non crea problemi nella maggioranza delle persone sane chi riceve una trasfusione in genere è debilitato e ha difese immunitarie basse, condizioni in cui il virus può diventare pericoloso
Porta il nome di febbre del Nilo solo perché è stata diagnosticata per la prima volta in Africa. Ma da noi si potrebbe chiamare padana, perché interessa al momento le province di Venezia, Mantova, Ferrara, Rovigo, Modena, Reggio Emilia e Bologna.
Al fine di evitare rischi per chi dovesse ricevere sangue, coloro che abbiano soggiornato in queste zone dovranno osservare uno stop di almeno 28 giorni primi di poter fare una donazione di sangue.
Per chi abita stabilmente in quelle province ci saranno test ad hoc (test Nat) aggiuntivi a quelli che di routine si fanno per verificare la sicurezza del sangue..
In Italia, si sono registrati ad oggi alcuni casi umani della malattia ed almeno due decessi. Fondamentale, avvertono gli specialisti, è la sorveglianza dell’infezione e la lotta al vettore, ovvero la zanzara culex e quella ‘tigre’.
In oltre l’80% dei casi la malattia è asintomatica, nel 20% dei casi i sintomi sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale e solo in un caso su 150 l’infezione virale può provocare sintomatologia di malattie neuroinvasive come la meningite.
Se la malattia non crea problemi nella maggioranza delle persone sane chi riceve una trasfusione in genere è debilitato e ha difese immunitarie basse, condizioni in cui il virus può diventare pericoloso









