La versione di Guede sulla morte di Meredith Kercher non convince alla riapertura del dibattimento
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Le dichiarazioni in aula non sono servite molto a Rudy Guede
Quel «Voglio far sapere alla famiglia Kercher che non ho ucciso nè violentato la loro figliola. Non sono quello che le ha tolto la vita»:detto, al termine di una lunga dichiarazione spontanea fatta stamani davanti alla Corte d’Assise di appello di Perugia, che lo processa per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, non è valso a convincere né i giudici né l’accusa.
Nel corso della dichiarazione spontanea, Guede ha ricostruito quanto avvenuto la sera dell’omicidio di Meredith – al quale ha continuato a dirsi estraneo .
Ha spiegato di avere incontrato Meredith il 31 ottobre del 2007, nel corso di una festa in discoteca e di aver avuto con lei un appuntamento per la sera successiva.
Ha quindi riferito alla Corte che la sera successiva a quella dell’incontro entrò insieme alla Kercher nella casa di via della Pergola, poi teatro del delitto: «mentre eravamo in casa – ha sostenuto Guede – Meredith cominciò a inveire contro Amanda Knox,. ‘I miei soldi, i miei soldi, non la sopporto piu» disse Meredith«.
L’ivoriano ha quindi spiegato di aver avuto un approccio con la studentessa inglese, ma non un rapporto sessuale. Dopo circa un quarto d’ora – in base alla sua versione – si recò in bagno. “Ho sentito le voci di Meredith e di Amanda – ha riferito ancora Guede – che discutevano dei soldi venuti a mancare”.
Poi l’ivoriano ha sostenuto che mentre era in bagno ha sentito un urlo fortissimo ed in camera di Meredith ha visto una figura maschile che ha cercato di colpirlo. Poi avrebbe sentito qualcuno fuori della casa che scappava e diceva ‘andiamo via, c’è un nero in casa’.  E guardando fuori dalla finestra avrebbe visto la sagoma di Amanda. Guede ha quindi spiegato di essersi recato nella camera di Meredith e di aver cercato di tamponare il sangue che le usciva dopo essere stata ferita mortalmente con un coltello alla gola.
Ma la Corte d’Assise d’Appello di Perugia ha respinto la richiesta dei difensori di Rudy Guede di riaprire parzialmente il dibattimento nel processo di secondo grado  e si è avuta la requisitoria del procuratore generale della Repubblica, che ha chiesto la conferma della condanna a 30 anni di reclusione inflitta in primo grado,  sostenendo il «pieno concorso in tutte le attività poste a danno di Meredith Kercher» da parte di Guede. Ha tra l’altro sottolineato che «in prima persona ha commesso il reato di violenza sessuale».
Ha inoltre chiesto che all’imputato non vengano concesse le attenuanti generiche «perchè non ha dato alcun contributo a chiarire quanto successo nella casa del delitto quando venne uccisa Meredith».
La difesa è fiduciosa «Dimostreremo che quel ‘raccontino’ di Rudy è riscontrato punto per punto in ogni sua parte
» Secondo l’avvocato difensorei il procuratore generale «ha comunque ammesso la possibilità di una doppia lettura» dei dati legati alla violenza sessuale. « il pg, pur non credendoci, ammette che nelle carte – ci sia la possibilità di ritenere Rudy innocente»

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