I tassi percentuali che vengono ufficialmente comunicati per illustrare l’influenza sono, ormai è il convincimento comune, da far ridere i polli.
Non è colpa di nessuno, salvo chi quei numeri li prende per oro colato, per il semplice fatto che la stragrande maggioranza di quelli che prendono un’influenza, che passa con tre o quattro giorni di letto, non si preoccupano di sapere a quale lettera dell’alfabeto sia ascrivibile: è un’influenza e basta. I dati ufficiali quindi riferiscono di quei casi un po’ più complicati e basta.
Per sapere il vero andamento dell’influenza il modo c’è. Basta rifarsi a quello che succede nei luoghi ove la coabitazione per lunghe ore è obbligatoria.
Uno di questi posti, forse il più significativo visto che l’influenza A predilige i giovani è sicuramente la scuola.
E dalla scuola viene la notizia che nel mese di ottobre i giorni di assenza per malattia del con contratto a tempo indeterminato sono considerevolmente aumentati rispetto a quelli dello stesso mese dell’anno precedente: + 41,1% per gli insegnanti e +38,8% per il personale tecnico amministrativo.
A testimoniare che l’influenza non ha, in genere effetti gravi, il fatto che gli eventi di assenza superiori ai 10 giorni sono altresì aumentati rispettivamente del 22,4% e del 26,9%., quindi la metà degli aumenti registrati per le assenze brevi. La rilevazione è stata effettuata su 10.321 istituzioni scolastiche (il 97% del totale).
Nel confronto tra ordini di scuola, l’aumento più significativo nelle assenze per malattia dei docenti si registra nella scuola secondaria di primo grado (+45,7%). Seguono la scuola primaria (+43,3%), la scuola dell’infanzia (+40,1%) e quella secondaria di secondo grado (+35,7%).
È nel Mezzogiorno che si osserva, a livello territoriale, il maggior aumento di assenze per malattia sia per i docenti (+46%) che per il personale Ata (+44,0%).
Anche nelle regioni del Centro , prosegue la nota, si è verificato un incremento sensibile del fenomeno: +40,3% per i docenti e +43,7% per il personale Ata. Le variazioni più basse si sono invece registrate nelle regioni del Nord Est: +26,7% per i docenti e +23,2% per il personale Ata.
- Redazione
- 21 Novembre 2009













