Secondo la ditta le indagini proseguono a carico degli ex dipendenti del deposito perugino

«Le indagini condotte dalle Procure di Cremona e di Perugia hanno reso evidente la completa estraneità di Galbani ad ogni ipotesi di immissione in commercio di prodotti non idonei al consumo e di contraffazione di data di scadenza».
È quanto si afferma in un comunicato della azienda in merito a due indagini che erano state a aperte a Perugia e Cremona.
Nel deposito di Ponte San Giovanni, a Perugia, i Nas avevano sequestrato l’ anno scorso prodotti con etichette alterate, fatto per il quale la locale procura – è detto nel comunicato – «ha riconosciuto Galbani quale unica parte offesa» dal comportamento di suoi ex dipendenti «tuttora indagati». 
«La magistratura ha definitivamente chiarito che Galbani non si è mai resa responsabile dei fatti che le sono stati più volte impropriamente addebitati da alcuni organi di stampa – afferma Vittorio Fiore Direttore Affari Legali e Societari di Galbani, Gruppo Lactalis Italia SpA -. Contiamo dunque che la nostra estraneità accertata dai magistrati, venga riconosciuta anche da questi media e che il valore del nostro marchio venga rispettato.

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