Si avvalora il sospetto, inoltre, tra le righe degli interventi, che “l’affare”abbia una dimensione che travalica i confini tuderti e ciò potrebbe spiegare l’iniziale assenso della Soprintendenza o forse uno scavalcamento in più alto loco.
In un comunicato della Fiamma Tuderte si legge, infatti, di un “voltafaccia della Soprintendente Di Bene, la quale, disconoscendo sé stessa, si è sottomessa alla prepotenza di una minoranza che fa della sua azione politica la bandiera del disfattismo e del sabotaggio. Il 9 dicembre la Sovrintendente comunicava all’Ente “Etab La Consolazione” l’ingiunzione della sospensione dei lavori di illuminazione del Tempio. Lavori per altro ormai terminati da giorni, lavori preventivati nei modi e nella tipologia di installazione che la signora Di Bene conosceva bene ed aveva approvato.
Ieri pomeriggio è seguita una nota, dove la Di Bene richiede all’Etab una nuova progettazione di illuminazione che sia indiretta.”
Il consigliere comunale Epifani si chiede:”Non più indicazioni correttive, ma addirittura la rimozione di tutti i punti luce installati con grande dispendio economico? Se questa è l’intenzione della Soprintendenza di Perugia, mi sorge spontaneo chiedere alla signora Di Bene chi dovrà smontare tutto ’impianto.”
Poi un appello :” qualcuno del Governo dovrà intervenire perché questa Città, governata dal Centrodestra, non subisca ritorsioni, minacce ed imposizioni inique.”
Ed ancora, a conferma del sospetto, “noi abbiamo la possibilità di far intervenire direttamente il Ministero dei Beni Culturali.” E “Tutti i monumenti in Italia ed in Europa sono stati illuminati con le stesse modalità e le stesse tecniche di installazione”.
Ovviamente il Comitato che si oppone all’intervento sul Tempio “esprime tutta la sua soddisfazione in merito, in quanto vi legge tutte le perplessità sollevate dal Comitato stesso, dal momento in cui sono iniziati i lavori e quando poi c’è stato il sopralluogo con la stessa soprintendente martedì 1 dicembre…
Attendiamo fiduciosi che la soprintendente convochi la commissione tecnica che ha promesso d’istituire e che, come già pubblicamente affermato, dia al Comitato rappresentanza in quel contesto.
L’attenzione del Comitato resterà sempre ai massimi livelli, in quanto si continua a ritenere l’intervento troppo invasivo e pericoloso per la fragilissima struttura del Tempio stesso. Conviene altresì, con la dott.sa Di Bene che l’impianto di illuminazione vada rivisto e riconsiderato dal punto di vista tecnico dato che si deve prendere atto che una serie di lampade ne guastano e ne modificano l’effetto architettonico, oscurando, cancellando, riducendo le finissime strategie dell’artista rinascimentale, facendole scomparire come fossero piccola cosa o marginali dettagli. Tutto questo riteniamo che possa essere sanato con una maggiore attenzione.
Altresì riteniamo indispensabile che debbano essere sanati perfettamente i danni provocati dall’installazione dei fari direttamente sulle pietre del Tempio.”







