La Comunità Montana sta elaborando un Piano di bonifica, tutela e valorizzazione del territorio nel comprensorio Trasimeno-Medio Tevere-Nestore che verrà completato nel corso del 2010.
Intende inoltre sollecitare Provincia di Perugia e Regione ad approvare un piano di manutenzione e gestione delle risorse idrogeologiche del territorio.
Intende inoltre sollecitare Provincia di Perugia e Regione ad approvare un piano di manutenzione e gestione delle risorse idrogeologiche del territorio.
Lo ha reso noto il Presidente della Comunità Montana, Massimo Bianchi, in occasione dell’ultimo Consiglio dell’Ente, rispondendo a un’interrogazione relativa alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua.
Il piano si dividerà in tre parti: la prima comprenderà indagini di carattere generale; la seconda elaborazioni specifiche relative al territorio agricolo, al sistema di scolo e alla delimitazione delle aree di esondazione; la terza comprenderà progettazioni di opere di difesa idraulica, di interventi di manutenzione e di sistemazione delle aree collinari degradate.
In poche parole, saranno individuate le criticità idrogeologiche e saranno progettati gli interventi per la manutenzione e la messa in sicurezza dei corsi d’acqua di competenza.
In poche parole, saranno individuate le criticità idrogeologiche e saranno progettati gli interventi per la manutenzione e la messa in sicurezza dei corsi d’acqua di competenza.
Bianchi ha sottolineato però il grave problema della mancanza di risorse per la tutela idrogeologica. «Il territorio è fragile, i corsi d’acqua hanno bisogno di manutenzione, ma le risorse messe a disposizione sia dal Governo che dalla Regione sono irrisorie rispetto alle necessità, e ciò suscita preoccupazione – ha spiegato -.
Riceviamo quotidianamente richieste di intervento, ma non possiamo intervenire su fossi o altri corsi d’acqua privati, mentre per quelli demaniali possiamo eseguire i necessari lavori solo se ci sono risorse.
Attualmente l’unica possibilità è quella di ottenere finanziamenti comunitari. Riteniamo che per l’attuazione del nostro piano Palazzo Donini dovrà impegnarsi al reperimento dei fondi necessari.
Di qui un appello ai Sindaci, affinché si adoperino a rappresentare alla Regione le necessità del territorio. Non solo, ma anche ad emettere ordinanze, laddove necessario, per la manutenzione dei fossi privati».
Riceviamo quotidianamente richieste di intervento, ma non possiamo intervenire su fossi o altri corsi d’acqua privati, mentre per quelli demaniali possiamo eseguire i necessari lavori solo se ci sono risorse.
Attualmente l’unica possibilità è quella di ottenere finanziamenti comunitari. Riteniamo che per l’attuazione del nostro piano Palazzo Donini dovrà impegnarsi al reperimento dei fondi necessari.
Di qui un appello ai Sindaci, affinché si adoperino a rappresentare alla Regione le necessità del territorio. Non solo, ma anche ad emettere ordinanze, laddove necessario, per la manutenzione dei fossi privati».
Le risorse destinate da Governo e Regione alla sistemazione dei corsi d’acqua demaniali sono gradualmente diminuite, e questo vale per i corsi d’acqua principali del territorio (il Nestore, il Caina e il Formanuova) e a maggior ragione per quelli, assai numerosi, del reticolo idrografico minore. La Comunità Montana esegue dunque interventi sulla base di specifici finanziamenti erogati dalla Regione con risorse finanziarie di varia provenienza (regionale, statale e comunitaria).
Occorre precisare che secondo un’interpretazione prevalente tra gli Enti competenti a vario titolo in materia idraulica (Regioni e Province) sono a totale carico pubblico solo gli interventi per i corsi d’acqua principali, mentre agli altri corsi d’acqua demaniali dovrebbero provvedere i frontisti. La mancanza di un Consorzio fa sì che di fatto si eseguano solo interventi pubblici.
Nel corso degli anni, la Comunità Montana, con i modesti finanziamenti erogati dalla Regione, ha comunque provveduto, sulla base di segnalazioni di Enti pubblici e di frontisti, anche alla progettazione e realizzazione di interventi di pubblica utilità sui principali corsi d’acqua demaniali del reticolo idraulico secondario. (AKR)











