Secondo l’assessore alla formazione lavoro della Regione dell’Umbria,”Fra le scuole superiori si stanno aprendo gravi tensioni, nel passaggio fra il vecchio ordinamento e il nuovo, a causa di percorsi che erano gia’ consolidati presso alcune scuole e che vengono persi, e per indirizzi ulteriori che, inseriti in alcuni istituti, vanno a erodere il bacino di utenza storico di altre scuole”.
Ribadita la gravita’ di una situazione creata dal ministero, nel momento in cui dilatando i tempi dell’uscita dei regolamenti con le relative tabelle di confluenza, ha di fatto impedito alle Regioni di esercitare una loro competenza rispetto al disegno del piano dell’offerta formativa.
” Manca una qualsiasi strategia nella distribuzione degli indirizzi sui territori, manca la rispondenza alle esigenze specifiche, manca la considerazione della fisionomia di ciascuna scuola, manca la considerazione dei rispettivi ambiti di utenza degli istituti.
Il governo dovra’ rendere conto della confusione che si e’ prodotta, e delle forzate migrazioni di iscrizioni, e conseguentemente di docenti, da un istituto a un altro. Anche le scuole che sembrano ”favorite” dalla sorte potrebbero essere soggette a oscillazioni di iscrizioni che non aiutano la strutturazione di un corpo docenti stabile”
- Bic
- 5 Marzo 2010









