Le origini del borgo di San Terenziano risalgono all’età romana (I secolo), quando veniva identificato con il termine di locus petrosus ("luogo pietroso") per via dell’abbondanza di cave di travertino e pietra calcarea. Durante l’impero di Adriano vi furono traslate le spoglie di Terenziano, martire e primo vescovo di Todi, fatto uccidere insieme a Flacco per volere dell’imperatore: da quel momento, l’altopiano Petroso prese il nome di S. Terenziano.
Durante il Medioevo, il borgo fortificato appartenne a Todi e ne seguì tutte le vicissitudini: è ancora visibile lo stemma degli Atti, i signori locali.
Nel 1354 subì l’attacco della "Grande Compagnia" di ventura del provenzale fra’ Moriale d’Albarno, proveniente da Trevi e MontefalcO. Durante il Rinascimento divenne anche residenza dei Cesi di Acquasparta, che edificarono diversi palazzi signorili nei borghi della zona di Todi.
Dopo il primo periodo di appartenenza all’influenza tuderte, a partire dal 1815 passò dapprima sotto la giurisdizione di Collazzone, e poi dal 1829 fu un comune autonomi; infine, dall’Unità d’Italia (1861) entrò a far parte del comune di Gualdo Cattaneo.
Ora San Terenziano, attenta alla organizzazione di eventi popolari, cerca di rinverdire la storia gloriosa del passato con la prima edizione di “Porchettiamo"
Vero e proprio street food del centro Italia, la porchetta sarà regina delle piazze e delle strade di San Terenziano, il suggestivo borgo umbro che si trova nei pressi di Gualdo Cattaneo (Perugia) lungo la Strada del Sagrantino.
Degustazioni, incontri di approfondimento ed iniziative collaterali raccoglieranno in modo trasversale le esigenze degli operatori e della stampa del settore e del grande pubblico di consumatori, con grande attenzione riservata a famiglie e bambini.
Non è casuale neppure la scelta delle date dell’evento (7, 8 e 9 maggio) che segnala la relazione ancora viva tra un prodotto così rappresentativo del territorio umbro e di San Terenziano in particolare, e le tradizioni popolari. E’ all’inizio di maggio infatti che i Romani sacrificavano il maiale in onore della dea Maia.
E per tradizione poi, nel corso del tempo, la porchetta veniva cotta in inverno e mangiata per il banchetto di festa all’inizio dell’estate.
Altre degustazioni guidate organizzate in collaborazione con la Strada del Sagrantino sveleranno il piacere di una buona porchetta in abbinamento ai vini e ad altri prodotti selezionati. Inoltre, mentre agli storici utensili della lavorazione del maiale sarà dedicata l’area espositiva “Il Maiale in mostra”, per le vie del paese artigiani e scultori offriranno le loro interpretazioni artistiche attraverso la lavorazione della pietra rosa di San Terenziano.









