Gli occhialetti per vedere i film in tre dimensioni stanno provocando qualche polemica tra il Ministro della salute Fazio ed i medici oculisti.
A fronte della indicazione ministeriale di evitare l’impiego di tali occhiali nei bambini, la Società Oftalmologica Italiana (Soi) ha dichiarato: «Nessun pericolo per genitori e figli. Gli occhiali in 3D non provocano alcun danno all’apparato visivo. Importante non creare allarmismo».
Secondo la Soi, infatti, «il senso di stereopsi e di visione binoculare si sviluppano a 4 mesi d’età (tali caratteristiche di sviluppo sono necessarie per apprezzare in serenità la visone 3D). Inoltre, i bimbi di 3 anni hanno una capacità automatica di accomodazione (messa a fuoco) 10 volte superiore rispetto ad una persona di 21 anni e questa caratteristica deve essere considerata una ‘protezione’ positiva».
Per gli oculisti della Soi, quindi, «portare i bimbi a vedere un film in 3D non è pericoloso ma può essere considerato un vero e proprio test di ‘provocazione’ che produce precisa indicazione per l’effettuazione di una visita oculistica nel caso il bambino dimostri specifici disagi».
«Oggi il 3D è scientificamente valutato – spiega Matteo Piovella, Presidente Soi – come privo di effetti negativi sull’ apparato visivo delle persone se utilizzato nel rispetto di queste semplici regole e indicazioni: utilizzare occhiali polarizzanti monouso; informare le persone affette da penalizzazioni visive in uno dei due occhi circa l’impossibilità di usufruire a pieno della qualità della visione 3D; reintrodurre i classici 15 minuti di intervallo tra un primo ed un secondo tempo»
- Bic
- 23 Marzo 2010









