I sequestri dei laghetti di stoccaggio temporanei, uniti alle voci insistenti su un'indagine che riguarda almeno 3 persone, hanno riacceso la scintilla delle polemiche
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Dal 4 agosto, quando l’Arpa ha fatto chiudere la struttura di Olmeto una settimana in anticipo sui progetti del Comune di Marsciano, le uniche polemiche in materia hanno riguardato l’utilizzo dei laghetti di stoccaggio temporaneo, soprattutto quello di Papiano, con assemblee infuocate che si sono svolte nei primi giorni del 2010.
La politica non si è fatta scappare l’occasione: per questa sera l’opposizione di sinistra, composta da Rifondazione Comunista, Marsciano Democratica e dal Movimento per la qualità della vita ha indetto un’assemblea pubblica a Spina per fare il punto della situazione.
Lo scenario al momento non è dei più chiari: l’unica certezza è il sequestro da parte degli uomini del NOE dei laghetti di stoccaggio temporaneo di Sant’Elena e di Papiano: le indiscrezioni su tre indagati, le cui voci circolavano già da diverso tempo, non si sa chi riguardino ma non sono legate al sequestro di questi giorni ma alla gestione degli ultimi tempi del biodigestore di Olmeto.

Il Pdl è intervenuto a più voci: da un lato il consigliere Costantini, che con una nota mette in evidenza “le speculazioni politiche intorno alla struttura di Olmeto che si trasformano in gravi problemi per gli allevatori, la categoria che più di tutti sta subendo le danni economici da questa storia”, dall’altro lato è intervenuto il consigliere regionale Enrico Sebastiani che, dopo aver cercato il merito di questo sequestro, asserendo che la denuncia da cui è scaturito il sequestro sia opera sua, ha diffuso volantini nel nord del comune dove chiede le “immediate dimissioni del Sindaco di Marsciano per la mancata difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini di Marsciano”.

Marco Velloni, consigliere del Movimento per la qualità della vita, si dice “soddisfatto di questo sequestro, finalmente le indagini delle forze dell’ordine ci stanno dando ragione in alcuni aspetti: noi da tempo diciamo che gli impianti consortili strutturati come questo di Olmeto hanno fallito, ed a fallire è stata anche la politica ambientale dell’amministrazione marscianese”.
La risposta di Todini non si è fatta attendere: “Sono contento di avere una concezione della politica diversa da quella di Sebastiani fortunatamente: io non entro in polemica con lui, gli auguro una buona fortuna per l’esito del voto: quando per una manciata di voti ci si abbassa a questi livelli c’è poco da commentare” dice il primo cittadino Marscianese; “Il Comune di Marsciano sta predisponendo un’articolata relazione con la quale chiederà l’immediato dissequestro dei due laghetti di stoccaggio temporaneo sequestrati dal NOE; tale richiesta è motivata, a parere nostro e dei nostri legali, dalla mancanza del presupposto giuridico per la qualificazione delle acque azotate come rifiuti e su questo punto siamo sostenuti da leggi ed atti amministrativi emanati da organi di governo, organi giurisdizionali e pareri scientifici.”
“Un’altra motivazione della richiesta di dissequestro è legata al rischio di danno ambientale che il blocco dell’uso dei laghetti comporta” dice il Sindaco Todini: “infatti il sequestro non consente di poter usufruire della residua capacità di stoccaggio di quest’ultimi e dell’utilizzo di tali acque per le attività di fertirrigazione”.
Al momento l’unica certezza sulle sorti del biodigestore di Olmeto riguarda una delibera della giunta regionale che impone la presentazione di un progetto entro ottobre.

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