Fuggito dall'Abruzzo dopo una condanna per partecipazione ad una organizzazione di spaccio di droga, si era nascosto nella città umbra dove faceva il muratore ed aveva famiglia
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Quando lo avevano arrestato in Abruzzo, undici anni fa, con l’accusa di far parte di un’organizzazione che spacciava droga, un giovane albanese aveva fornito il suo cognome vero ma un nome falso.
Poi al processo aveva avuto una condanna a due anni e otto mesi ma si era reso latitante e, con altre generalità, si era rifatto una vita in quel di Foligno, dove risiede con la famiglia e fa il muratore.
E qui è incappato in agenti fisionomisti. Quando, alcuni giorni fa il 33enne è andato a rinnovare il suo permesso di soggiorno nel commissariato di polizia ma una particolare imperfezione, il setto nasale deviato, ha insospettito i poliziotti che lo hanno associato ad un viso analogo archiviato sullo schedario dei latitanti.
Accertamenti successivi e le impronte digitali hanno permesso di  identificare con certezza il latitane ed arrestarlo.

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