Questa l'accusa rivolta a tre tunisini, che avrebbero ospitato due giovani diventando però poi violenti e con pretese "strane"
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Il sequestro per 48 ore di due ragazze marocchine di 23 anni, rimaste segregate in casa, minacciate e aggredite in un appartamento di Ponte d’Oddi, nell’immediata periferia di Perugia, potrebbe aver avuto il fine di costringere le ragazze a diventare corrieri e spacciatrici di droga.
Su questa ipotesi sta lavorando la polizia del capoluogo umbro che ha fermato con l’accusa di sequestro di persona, rapina aggravata, tentata violenza sessuale, lesioni, minacce e porto abusivo di armi, tre tunisini, clandestini, di 22, 27 e 30 anni.
Secondo la ricostruzione fornita dalla polizia, qualche tempo fa una delle ragazze, da poco in Italia, aveva conosciuto uno dei tunisini durante un viaggio in treno.
Lo straniero, in cambio di qualche lavoro domestico, si sarebbe offerto di ospitare la marocchina, in cerca di lavoro e non ancora ambientata nel capoluogo umbro. I primi giorni sarebbero passati tranquilli tanto che la giovane aveva proposto ad una sua connazionale, residente nel nord Italia, di venirla a trovare in quella casa che, in seguito – secondo l’accusa – sarebbe diventata la loro prigione per 48 ore. 
Ma ad un certo punto uno dei tre stranieri si è fatto più violento, minacciando e picchiando una delle ragazze nel tentativo di costringerla ad avere un rapporto sessuale, avrebbe anche tirato fuori un coltello di 40 centimetri, ferendo la straniera in varie parti del corpo.
Accompagnate in ospedale, con la promessa che avrebbero riferito di essersi procurate le lesioni accidentalmente, le due straniere, però, grazie all’aiuto di un passante, sono riuscite a contattare il 113.
 

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