Sulla “rottura” in casa Prc, di cui abbiamo parlato, interviene il tuderte Andrea Caprini in qualità di Presidente del Collegio di Garanzia smentendo le presunte irregolarità formali sulla legittimità del Comitato Politico Regionale riunitosi nella giornata del 21 aprile 2010. Nello steso tempo il Presidente ammette implicitamente, è una questione di numero di presenti: prima 52, poi 35 ed infine 31, che la protesta si è concretizzata con l’abbandono dell’assemblea da parte di una fetta consistente dei presenti iniziali, senza che ciò fosse fatto constatare ufficialmente e con ciò non invalidando la riunione, ma oggettivamente indebolendo la forza politica della decisione.
Dice, infatti, Caprini “ Il Comitato Politico Regionale si è regolarmente insediato verificata dalla Presidenza la presenza di 52 membri sui 64. Dopo il dibattito su di un ordine del giorno della Segreteria regionale, si è proceduto alla votazione di un emendamento modificativo proposto da alcuni componenti del CPR che ha ottenuto 31 voti contrari e 21 voti favorevoli. Successivamente è stato posto in votazione l’ordine del giorno che ha ottenuto 32 voti favorevoli e 3 voti contrari.
La Presidenza dell’assemblea ha poi posto in votazione il nome del compagno Stefano Vinti per l’indicazione alla Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini del rappresentante del Partito della Rifondazione Comunista nell’esecutivo regionale, proposta approvata con 29 voti favorevoli, un voto contrario ed una scheda bianca.
Durante i lavori dell’assemblea non è stata sollevata alcuna eccezione in merito alla sussistenza del numero legale, come previsto dal massimario del Collegio Nazionale di Garanzia.
Il suddetto testo prevede che una volta accertata l’esistenza del numero legale quale atto propedeutico alla dichiarazione di seduta validamente aperta, la verifica del numero legale può essere richiesta solamente prima dell’inizio di ciascuna votazione da un componente dell’organismo medesimo ovvero di un membro del Collegio di Garanzia di pari livello.
“L’insussistenza del numero legale non può mai essere meramente desunta successivamente alla votazione dalla sommatoria di coloro che hanno validamente espresso la loro volontà posto che una delle forme di espressione consentita al corpo elettorale è la non partecipazione al voto e la contestuale presenza all’adunanza.”
Pertanto, conclude Caprini,”sia lo svolgimento dei lavori dell’assemblea che la giurisprudenza consolidata del massimo organismo di garanzia del partito confermano l’assoluto rispetto delle formalità prescritte per la regolarità delle deliberazioni assunte dal Comitato Politico Regionale dell’Umbria.”
La Presidenza dell’assemblea ha poi posto in votazione il nome del compagno Stefano Vinti per l’indicazione alla Presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini del rappresentante del Partito della Rifondazione Comunista nell’esecutivo regionale, proposta approvata con 29 voti favorevoli, un voto contrario ed una scheda bianca.
Durante i lavori dell’assemblea non è stata sollevata alcuna eccezione in merito alla sussistenza del numero legale, come previsto dal massimario del Collegio Nazionale di Garanzia.
Il suddetto testo prevede che una volta accertata l’esistenza del numero legale quale atto propedeutico alla dichiarazione di seduta validamente aperta, la verifica del numero legale può essere richiesta solamente prima dell’inizio di ciascuna votazione da un componente dell’organismo medesimo ovvero di un membro del Collegio di Garanzia di pari livello.
“L’insussistenza del numero legale non può mai essere meramente desunta successivamente alla votazione dalla sommatoria di coloro che hanno validamente espresso la loro volontà posto che una delle forme di espressione consentita al corpo elettorale è la non partecipazione al voto e la contestuale presenza all’adunanza.”
Pertanto, conclude Caprini,”sia lo svolgimento dei lavori dell’assemblea che la giurisprudenza consolidata del massimo organismo di garanzia del partito confermano l’assoluto rispetto delle formalità prescritte per la regolarità delle deliberazioni assunte dal Comitato Politico Regionale dell’Umbria.”











