Nel fine settimana sono stati oltre30 i banchetti allestiti nella regione; l'iniziativa ha il sostegno di Rifondazione comunista

 

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E’ partita anche in Umbria la campagna referendaria per abrogare le decisioni del Governo Berlusconi di privatizzare ulteriormente il settore della gestione e della distribuzione delle acque.
Il capogruppo di Rifondazione Comunista, Luca Baldelli, oggi in Provincia ha spiegato il senso di questa nuova tornata referendaria e della raccolta delle firme. “Siamo convinti – ha spiegato Baldelli – che l’acqua è uno di quei beni pubblici inalienabili e che devono essere garantiti ai cittadini. La privatizzazione del gestore è di fatto iniziata nel 1994 ed ha avuto il suo acuto proprio sotto quest’ultimo Governo Berlusconi dove si vuole imporre ai comuni di ridurre il proprio azionato nelle aziende a favore di quelle private. Questo comporterà una ricerca di maggiore profitto a discapito dei cittadini e di un servizio erogato non di maggiore qualità”.
Nel fine settimana scorso sono stati istituiti oltre 30 banchetti per la raccolta delle firme per l’acqua pubblica in Umbria. Dopo poche ore sono state raccolte qualcosa come mille firme. Nelle prossime settimane ci saranno altre iniziative.
I siti di riferimento sono: http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/ e acquapubblica-umbria.noblogs.org/

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