Sia dalla maggioranza che dall'opposizione apprezzamento alla volontà della presidente della Regione Umbria di rivedere i criteri restrittivi fino ad ora vigenti per l'istallazione di pannelli fotovoltaici
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Secondo quanto ha dichiarato sia dal consigliere regionale Dottorini che dal consigliere regionale Raffaele Nevi (Pdl), che esprime la sua “personale soddisfazione”, la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini,  avrebbe deciso di riprendere in esame la  delibera relativa alle energie alternative, adottata dalla precedente giunta.
Con ciò sarebbe stata accolta “Una precisa richiesta avanzata dal Popolo della Libertà in campagna  elettorale e anche recentemente”.
Alla squillo da destra ne corrisponde uno da parte dell’Idv che, con Oliviero Dottorini, ritiene che “Sarà opportuno modificare al più presto  la delibera regionale che di fatto blocca lo sviluppo degli impianti  fotovoltaici nelle zone agricole dell’Umbria” che prevede criteri molto restrittivi con particolare riferimento alle zone agricole di pregio.
Per Dottorini non si porrebbe in modo forte il problema di deturpamento del paesaggio né quello di impieghi non agricoli e speculativi che sottraggono da decenni migliaia e migliaia di  ettari alla coltivazione agricola “Altri sono gli interventi che deturpano il nostro paesaggio e altri sono i motivi ”.
“Le fonti rinnovabili, utilizzate –continua Dottorini – rispettando tutti i criteri già  esistenti di tutela del territorio  oltre  a dare una risposta concreta agli impegni di riduzione delleemissioni  climalteranti costituiscono una straordinaria opportunità di rilancio e di  sostegno per le aziende agricole che stanno attraversando un periodo di  gravissima crisi”.
Peraltro l’esponente dell’Idv pone la questione del fotovoltaico in diretta contrapposizione alle centrali nucleari. Nella sostanza, meglio un qualcosa che poi si potrà tagliere che dei siti nucleari e scorie di fatto permanenti.
Ciò consentirebbe di attendere gli esiti dello sviluppo impetuoso della tecnologia fotovoltaica, che sicuramente porterà a importanti riduzioni delle dimensioni degli impianti come è avvenuto per il computer.
Peraltro non va scartata neppure l’ipotesi di far convivere agricoltura di pregio e pannelli fotovoltaici, che in qualche realtà costituiscono la copertura di serre, oppore di laghetti artificiali per la raccolta delle acque, di cui così viene evitata l’accentuata evaporazione, e strutture simili.
Come pure vanno eliminati gli ostacoli ai gazebo fotovoltaici per usi domestici.

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