Todi non sarà candidata a Capitale italiana della cultura nel 2026, come annunciato a luglio scorso, ma proporrà la propria candidatura nel 2027.
In un comunicato, l’amministrazione comunale di Todi, spiega così il cambio di cronoprogramma: “Questa grande costruzione ha bisogno di un periodo di ampio respiro – spiega il Sindaco Ruggiano – che ci vedrà protagonisti nel 2027. I lavori per la costituzione del comitato che dovrà realizzare il dossier alla candidatura a capitale italiana della cultura procedono in modo molto positivo.”
“La città e il territorio – spiega ancora il Sindaco – sono e saranno interessati da cantieri per circa 50 milioni di euro, alcuni dei quali, i più importanti, quelli della rigenerazione urbana che riguardano la realizzazione di nuovi parcheggi e sistemi di mobilità alternativa, andranno a concludersi proprio nella prima metà del 2026. È stato quindi valutato come ottimale presentare Todi sotto la sua migliore luce, anche in termini di sostenibilità, per l’anno 2027 con l’auspicio di poter rappresentare tutta la regione Umbria”.
I passaggi per arrivare alla candidatura che sono stati individuati, li illustra l’assessore comunale alla cultura Alessia Marta: “Già nella Giunta del 4 ottobre porterò un atto di indirizzo per il Consiglio comunale avente ad oggetto la candidatura a capitale italiana della cultura 2027. Al massimo consesso civico verranno proposte le linee guida del dossier. A seguire si procederà alla costituzione ufficiale del Comitato, in una logica di massima apertura e inclusione, con la messa a sistema e a valore delle diverse esperienze”.
L’opposizione nell’apprendere la notizia, in un comunicato congiunto di Per Todi con Ruspolini, Partito Democratico, Todi Civica, Sinistra per Todi, Civici X, parla di “figuraccia epocale”, chiedendo le dimissioni del sindaco dell’assessore Ranchicchio e dell’assessore Marta.
“Non possiamo non evidenziare – si legge nella nota dell’opposizione – come sulla vicenda della candidatura della nostra città a “Capitale della Cultura 2026” si sia passato ogni limite. Annunci su annunci, tonnellate di inchiostro e vagonate di ridondanti post sui social per poi venire a scoprire che, al termine limite del 27 Settembre, tra i 16 dossier delle città e delle Unioni di Comuni candidati per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2026 pervenuti al Ministero della Cultura non risulta quello della nostra città, nonostante il Comune di Todi avesse presentato la relativa manifestazione d’interesse.
Un vero e proprio schiaffo alla cittadinanza e a tutte le energie della società, dell’imprenditoria e della cultura – chiamate in causa dall’amministrazione comunale per sostenere la causa – che nelle scorse settimane si sono spese pubblicamente difronte ai cittadini e alle istituzioni umbre. La virata fuori tempo della giunta che prova a recuperare la pessima figura aprendo il progetto alla partecipazione della Città nelle sue diverse espressioni altro non è che il goffo tentativo di giustificare un evidente fallimento.
Ma nel nostro Comune, più che gli atti amministrativi, sembra che ormai contino solo i post della pagina Facebook dell’ente e gli spin passati ai quotidiani locali”.
“Una pessima figura – conclude l’opposizione – che danneggia la nostra città, che le fa perdere una importante opportunità e che dimostra l’inadeguatezza della giunta, a fronte del quale il Sindaco, l’Assessore Marta e l’assessore Ranchicchio dovrebbero immediatamente rassegnare le proprie dimissioni”.









