Dopo sei ore si è conclusa l’autopsia sul corpo di Svetlana Kovchnikova, la badante russa di 57 anni trovata morta ieri mattina a Perugia alla fermata del bus a Pian di Massiano.
Sono state individuate numerosi lividi ed ecchimosi in varie parti del corpo, ma nessuna ferita profonda che possa aver provocato la morte della badante, per cui sul cadavere sono stati eseguiti alcuni prelievi per approfondimenti di natura istologica e tossicologica.
Nelle prossime ore il pubblico ministero dovrebbe chiedere al gip la convalida del fermo per l’ex marito della vittima sulla base, sembra, dell’ipotesi accusatoria di omicidio volontario.
Intanto i due figli della donna, di 36 e 38 anni, hanno dichiarato che «La nostra mamma era una persona buona e una gran lavoratrice, estranea a qualsiasi giro strano. Vogliamo sapere cosa le è successo» e per questo hanno affidato all’avvocato Nicodemo Gentile l’incarico di rappresentarli nelle indagini.
I due figli della badante vivono in un paese a ridosso della Siberia dove recentemente avevano incontrato la madre. «Siamo certi – ha detto l’avvocato Gentile – che gli investigatori faranno tutto il possibile per svelare il mistero della morte della donna. Attendiamo in particolare i risultati dell’autopsia che diranno quale è la pista da seguire».









