Probabilmente sarà compatto lo sciopero di 24 ore dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Servizio Sanitario Nazionale indetto per lunedì 19 per protestare contro la manovra economica governativa.
«Siamo costretti a ricorrere allo sciopero – si legge in una nota congiunta dei sindacati delle professionalità del Ssn – di fronte a scelte di politica sanitaria che manifestano indifferenza rispetto al valore del lavoro che i professionisti della sanità sono chiamati a svolgere in condizioni sempre più difficili».
«La carenza di 30.000 medici nei prossimi 4 anni e il licenziamento della metà dei precari impegnati in attività fondamentali a partire dal Pronto Soccorso – prosegue la nota – si rifletterà in una caduta qualitativa e quantitativa delle prestazioni erogate, con le liste di attesa destinate a misurarsi in semestri».
«Noi – concludono i sindacati – continueremo comunque a difendere le nostre ragioni che sono le ragioni dei cittadini che a noi si affidano nei momenti più critici delle loro vite».
Quarantamila interventi chirurgici “progammati” sono a rischio di sospensione e probabilmente salteranno anche migliaia di visite specialistiche e di prestazioni diagnostiche, mentre ci sarà anche il blocco di tutta l’attività veterinaria connessa al controllo degli alimenti».
La situazione della sanità in Umbria è, intanto, oggetto di un “appello” del consigliere
regionale Maria Rosi (Pdl) che invita la presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e l’assessore regionale alla sanità Vincenzo Riommi, ad aprire “un tavolo congiunto anche con le opposizioni”, sottolineando come nell’assistenza al paziente “non possono esistere valori di parte cui riferirsi, ma criteri oggettivi di efficacia e efficienza organizzativa sia da parte di chi amministra che di chi opera concretamente nei servizi”.
“La sanità è sempre più il nodo centrale di tutte le Regioni. Opposizione e maggioranza devono lavorare ora più che mai insieme per risolvere le problematiche esistenti”.
Il consigliere Maria Rosi segnala, inoltre, che “C’è un elevato numero di professionisti che
sta raggiungendo l’età da pensionamento, determinando un ulteriore carenza di personale.”







