L'impresa perugina è coinvolta nell'accusa di turbativa d'asta e concussione per essere stata, secondo la procura, favorita nella gara d'appalto del servizio
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Il fatto che siano state respinte dal Gip Giovanni Trerè le richieste di arresti domiciliari, e in subordine di interdizione da professione e incarico, avanzata dalla Procura di Forlì per tre indagati nell’inchiesta sugli appalti per la fornitura di servizi di trasporto al Laboratorio unico per l’Area vasta sanitaria della Romagna, che è a Pievesestina di Cesena, potrebbe essere un segnale favorevole anche per il titolare della Plurima Spa di Perugia, quarto indagato per il quale non era stata chiesta la misura cautelare.
Tale ditta, secondo l’accusa, sarebbe stata favorita nell’appalto per il trasporto delle provette contenenti i campioni, raccolti nelle varie sedi sanitarie romagnole per essere esaminati al laboratorio unico.

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