«Vogliamo fare dell’Umbria una regione pilota per lo studio della genomica e delle cellule staminali, un punto di riferimento di qualità nella ricerca scientifica che la collochi a pieno titolo tra le eccellenze italiane ed europee»: lo ha detto la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, intervenendo alla presentazione dell’attività del laboratorio per la produzione di cellule staminali attivo nell’Azienda ospedaliera di Terni.
Presente anche il ministro della Salute Ferruccio Fazio che ha confermato: l’Umbria diventerà il centro di riferimento italiano per la genomica e le staminali.
Il ministro durante la conferenza stampa, nella quale ha annunciato l’autorizzazione Aifa per il Laboratorio Cellule Staminali della città umbra, ha detto che «A breve firmeremo un protocollo con la Regione il ministero ci mette 3 milioni di euro, in aggiunta al milione e mezzo stanziato in precedenza».
La presidente Marini ha ricordato che, a metà settembre, in un incontro con lo stesso ministro, è stata definita nel dettaglio la collaborazione tra Regione Umbria, Università di Perugia e ministero per una programmazione integrata dell’attività del Laboratorio per la produzione di cellule staminali di Terni e del Laboratorio di Genomica collocato presso l’Azienda ospedaliera di Perugia. «Due centri – ha rilevato la Marini – che riteniamo di grandissima importanza. Non vogliamo rinunciare a garantire una risposta moderna per le cure dei nostri ammalati e la ricerca scientifica rappresenta la frontiera più avanzata in questa direzione».
Nel laboratorio di Terni, nato grazie ad una Fondazione promossa anche da Monsignor Vincenzo Paglia, vescovo di Terni, si utilizzeranno staminali estratte dal tessuto nervoso di feti abortiti spontaneamente, che non presentano problemi etici: «Ogni traguardo che otteniamo attraverso realtà come questa per noi è soprattutto la prova che la ricerca di una strada eticamente condivisa per lottare contro le malattie è possibile – ha detto il vescovo – Ciò di cui si parla oggi è sperimentazione clinica e ciò dimostra che non è vero che privilegiare metodi ispirati alla tutela di ogni grado della vita umana ritardi la ricerca scientifica nè i suoi frutti».
Nel laboratorio ternano partiranno le prime sperimentazioni italiane, e tra le prime al mondo, delle cellule staminali neuronali per la cura di alcune malattie neurodegenerative.
Il traguardo è particolarmente importante – sottolinea Enrico Garaci, presidente dell’istituto Superiore di Sanità (Iss) – poichè è il primo passo concreto verso la sperimentazione di Fase 1 di un protocollo sulla Sla che sta completando il suo iter di valutazione ».
Oltre a quelle sulla Sla ci sono in programma sperimentazioni su almeno altre due patologie quali quelle genetiche-metaboliche in età pediatrica (Morbo di Tay Sachs) e, successivamente, anche a forme gravemente invalidanti di sclerosi multipla.
In merito all’autorizzazione concessa dall’Aifa il direttore del laboratorio e co-promotore dell’iniziativa, il prof Angelo Vescovi ha spiegato che «Ottenere questa certificazione per noi è stato molto importante perchè significa poter affermare con sicurezza che le complesse procedure tecniche e scientifiche con cui queste cellule vengono ottenute sono quelle che garantiscono il massimo grado di sicurezza per il paziente».







