Il prossimo 24 novembre ci sarà la prima udienza del processo d’appello a Raffaele Sollecito ed Amanda Knox e la difesa mediatica dei due è già scesa in campo con un lungo servizio sul settimanale Gente per dimostrare l’estraneità del giovane pugliese e della studentessa americana all’omicidio di Meredith Kercher.
Oggetto del primo attacco alla difesa del pugliese è il computer di Sollecito o meglio la tecnica usata dalla Polizia Postale per verificarlo.
Per i difensori si sarebbe omesso di prendere in considerazione le operazioni compiute da tastiera e mouse, limitandosi a verificare l’apertura e la chiusura dei file, che invece dimostrerebbero un uso costante del computer nelle ore cruciali del delitto. Uso costante in parte cancellato da attività successive compiute sul computer stesso.
In definitiva Raffaele avrebbe passato molto tempo, non solo a vedere il film “Il mondo di Amelie”, ma anche cartoni animati ed ascoltato canzoni.
Nuovamente la difesa contesta le perizie genetiche sul reggiseno di Meredith, chiedendone di nuove, come per il coltello indicato come arma del delitto e vorrebbe una nuova perizia medico legale per determinare l’ora della morte della studentessa inglese.
Dulcis in fundo, si vorrebbe acquisire la testimonianza dell’uomo condannato per l’assassinio di Tommy Onofri che sostiene di aver ascoltato, nel carcere di Viterbo, una confidenza di Rudy Guede che scagionerebbe la coppia di fidanzati condannata in primo grado.











