Nel corso del question time in Consiglio regionale dell’Umbria l’assessore Silvano Rometti, in risposta ad una interrogazione di Franco Zaffini (Fli) che chiedeva quale soluzione ha in mente la Giunta per fa fronte all’esaurimento dell’impianto di Sant’Orsola e cosa è cambiato rispetto ad un anno fa, quando l’assessore Bottini disse che si sarebbe realizzato il termovalorizzatore e un impianto per produrre Cdr di qualità, ha fornito una risposta che per l’interrogante non è stata soddisfacente .
"Siamo consapevoli – ha detto Rometti – che la Discarica di Sant’Orsola nel Comune di Spoleto potrà ricevere rifiuti solamente fino a tutto l’anno 2011 e che successivamente l’Ato 3 dovrà autonomamente
individuare in quale altra discarica conferire, comunque all’infuori del proprio Ato di pertinenza.”
Siamo però convinti che c’è l’esigenza di accelerare i tempi di realizzazione del Piano smaltimento rifiuti con il previsto trattamento termico anche per la situazione critica in cui si trovano le tre discariche attive”.
In sede di replica Zaffini, pur non addossando responsabilità dirette a Rometti, assessore da poco tempo, ha contestato che sant’Orsola possa ricevere rifiuti per tutto il 2011 ed ha definito quella di Rometti una non risposta al quesito posto proprio perché non è stata indicata alcuna soluzione operativa al problema emergenziale dell’Ato 3 “
“L’assessore – afferma Zaffini – ha parlato di un eventuale accordo, non ancora definito, tra Ambiti territoriali intergrati (Ati) lasciando intendere che alla saturazione del sito spoletino i rifiuti dell’Ati3 saranno sversati nell’Ati1, e quindi nelle ‘crete’ di Orvieto.
Fermo restando che da Orvieto hanno già fatto sapere che i rifiuti degli altri Ati non sono intenzionati a riceverli e che Sant’Orsola non può, in alcun modo, subire ulteriori ampliamenti visto che ha già superato il doppio della capienza iniziale, francamente – prosegue – questo tipo di provvedimento non può rappresentare una soluzione ma la continuità di una gestione a
carattere emergenziale e provvisoria, senza una strategia concreta per il futuro”.
Nell’atto discusso in aula Zaffini chiedeva, inoltre, di conoscere i piani degli Ati per l’autosufficienza impiantistica e i risultati del lavoro del comitato per la gestione del piano rifiuti nominato dalla Giunta a novembre 2009.
“Di entrambi – spiega ancora l’esponente futurista – non si ha notizia e non si ha neanche una vaga idee dei tempi di realizzazione deltermovalorizzatore che, stando al piano rifiuti 2009-2011, dovrebbe essere realizzato nell’Ati2 per servire sia quest’ultimo che l’Ati3."
173.535 è la cifra in tonnellate annue che il piano regionale rifiuti prevede di dover bruciare negli inceneritori in Umbria nel 2013.
Può essere utile, per capire il problema, vedere quello che sta accadendo nella provincia di Salerno.
Scrive il Sole 24 ore “L’inceneritore da 220-230 milioni sarebbe stato costruito in concessione con una gara. L’impresa vincitrice avrebbe realizzato e gestito l’impianto, rientrando dall’investimento tramite le tariffe di smaltimento della spazzatura e con l’incentivo Cip6 sulla corrente elettrica prodotta. L’impresa avrebbe pagato una royalty al comune per ogni tonnellata di immondizia trasformata in energia.
L’intera provincia di Salerno produce meno di 300mila tonnellate di immondizia l’anno, circa 230mila considerando la raccolta differenziata che sottrae rifiuti ai bidoni della spazzatura. Sarebbero bastate due linee capaci ciascuna di trasformare in corrente 150mila tonnellate di rifiuti l’anno”.
Poi le linee divennero tre forse perchè l’esperienza di Acerra aveva insegnato qualche cosa Il 7 ottobre 2010, infatti, Repubblica scriveva: “Il sindaco di Acerra Tommaso Esposito ha chiesto di essere ricevuto lunedì dal procuratore di Nola, Paolo Mancuso per sapere come stanno le cose.” e " “L’inceneritore sta funzionando ad una linea, le altre due sono ferme da mesi.”
Il Sindaco, infatti, nel decidere di aumentare a tre le linee di combustione, precisò che ciò non avrebbe consentito di aumentare la quantità di rifiuti da bruciare.
Le ditte che parteciparono alla gara chiedevano però di avere la possibilità di sfruttare appieno, magari con importazioni di “monnezza” da altre parti, la potenzialità dell’impianto. La gara è poi saltata.
In Umbria, se ci fossero le tre linee di “termovalorizzazione”, ci sarebbe una potenzialità di 450mila tonnellate di rifiuti da incenerire.
Rispetto a questa cifra i rifiuti provenienti dall’Umbria costituirebbero poco più di un terzo.
Si troverà chi vorrà gestire un impianto coi soli rifiuti umbri oppure….?











