Nella media valle del Tevere sembrano in ritardo i Comuni di Collazzone, Deruta e Fratta Todina
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L’Umbria, con un 78,2% di amministrazioni che hanno provveduto, si colloca al terzo posto in Italia per numero di Comuni che hanno attivato l’albo elettronico on line.
Solo nei siti di tre Municipi della media valle del Tevere: Collazzone, Deruta e Fratta Todina non sembra che tali albi siano attivi o, comunque, è difficile individuarli ad un primo esame.

Le pubblicazioni effettuate su carta hanno smesso di avere valore legale già dal 1 gennaio di quest’anno grazie all’art. 32 della legge n. 69/2009, che reca disposizioni finalizzate all’eliminazione degli sprechi e alla sostituzione delle tavole o delle vetrine esistenti presso ogni ente pubblico, generalmente collocata presso la porta della casa comunale, con le corrispondenti pubblicazioni online.
D’ora in poi, tutte le notizie e gli atti amministrativi che necessitano di pubblicità legale: bandi di concorso, permessi di costruzione, delibere del Consiglio e della Giunta comunale, elenco dei beneficiari di provvidenze economiche, si troveranno solo ed esclusivamente sulle rispettive home page istituzionali

Dall’indagine del ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, in collaborazione con il Cnr, è risultato che finora solo 5.133 Comuni in Italia (pari al 66,80 per cento del totale) hanno predisposto una sezione online dell’Albo pretorio, così suddivisi su base regionale: 51 Comuni in Basilicata (40,5 per cento), 50 in Molise (41 per cento), 123 in Abruzzo (47,3 per cento), 174 nel Lazio (52,7 per cento), 119 in Friuli Venezia Giulia (56,4 per cento), 167 in Trentino Alto Adige (56,6 per cento), 140 nelle Marche (58,6 per cento), 338 nel Veneto (59,1 per cento), 152 in Puglia (60,8 per cento), 239 in Sicilia (61,9 per cento), 243 in Sardegna (64,5 per cento), 47 in Valle d’Aosta (65,3 per cento), 136 in Liguria (65,7 per cento), 1.030 in Lombardia (68,8 per cento), 243 in Emilia-Romagna (70 per cento), 382 in Campania (71,4 per cento), 291 in Calabria (74,6 per cento), 68 in Umbria (78,2 per cento), 882 in Piemonte (80,6 per cento) e 258 (90,2 per cento) in Toscana.

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