La prima commissione consiliare della Provincia di Perugia ha deciso di fare propria la proposta del consigliere del Pdl Michele Martorelli “finalizzata alla riqualificazione e assegnazione degli spazi del centro ricerche dell’Istituto di Idrobiologia e Pescicoltura G. B. Grassi di Monte del Lago”.
Per fare questa operazione la Provincia di Perugia convocherà un tavolo con la Regione, il Comune di Magione e i vertici dell’Università degli Studi.
“Oggi gli immobili del centro e tutta l’area antistante risultano in stato di abbandono – ha spiegato Martorelli – e non vi è certezza riguardo il futuro dell’Istituto.
Nel quadro del rilancio del Trasimeno e dell’Isola Polvese non si deve escludere la riqualificazione dell’Istituto di Monte del Lago.
Sarebbe importante sostenere tutti quegli studi in campo idrobiologico volti a tutelare il prezioso ecosistema del Lago Trasimeno”.
Storia dell’Istituto
Il centro di ricerche fu fondato nel 1921 dal Prof. Osvaldo Polimanti, celebre fisiologo della Facoltà di Medicina Veterinaria di Perugia. Il professore utilizzò la vecchia pesa del pesce modificandola all’interno e all’esterno per l’indirizzo che si era preposto e la chiamò Stazione Idrobiologica.
Successivamente tra gli anni 1951-54, per iniziativa del Prof. Aldo Spirito, Biologo Generale e Preside della Facoltà di Scienze MM.FF.NN., il centro venne ristrutturato ed ampliato con la costruzione di un nuovo edificio sempre adibito alla ricerca sul lago. L’opera del Prof. Spirito si concluse con il riadattamento del così detto Stabulario: una palazzina già costruita dalla Regione di fronte alla Stazione Idrobiologica. Sia questo che le vasche dovevano servire per esperimenti di pescicultura e a tale scopo furono cedute dalla Regione all’Università.
Nel 1954 fu chiamato alla direzione di questo complesso di laboratori il prof. Giampaolo Moretti zoologo di Camerino. Fu lui a darle maggior lustro aumentando i ricercatori ed estendendo le ricerche alla fauna aviaria e a quella ittica, avendo particolare attenzione ai desideri e alle istanze dei pescatori locali. Negli anni 1956-58 quando il Trasimeno subì l’ennesima grande crisi idrica, riuscì con la sua consueta fermezza a convincere la Provincia di Perugia della necessità di convogliare nel lago le acque dei due grandi torrenti: Tresa e Rio Maggiore. L’opera ebbe successo ed in brevissimo tempo si ebbe un sostanziale miglioramento del livello idrico.
Quando il Prof. Moretti lasciò l’incarico si ebbe un graduale impoverimento dell’Istituto: le attrezzature scientifiche vennero trasferite a Perugia, le strutture, non più adeguatamente presidiate, furono oggetto di numerosi furti e negli immobili si verificarono perdite d’acqua e cortocircuiti a causa dell’assenza di adeguata manutenzione









