Sbarra, nell’analizzare il modello decentrato di gestione che deve partire dal territorio, ha affermato poi che è necessario mettere a sistema il mondo delle agenzie. “Bisogna tagliare gli sprechi della politica, trovare risorse dalla lotta di prossimità all’evasione fiscale, rilanciare a tutti i livelli e rendere esigibile la contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale. Solo in questo modo sarà possibile garantire i servizi”.
Riforme necessarie, quindi, ma anche lavoro: il segretario generale della Cisl Umbria ha trattato di salvaguardia e di rilancio dell’industria, in special modo di quella manifatturiera.
Per Sbarra “le istituzioni, troppo legate alla spesa pubblica e alla ricerca del consenso, non sono in grado di cogliere l’essenza della questione industriale né delle crisi che la caratterizzano, né delle azioni che servirebbero per sostenerla.
Anche l’Alleanza per l’Umbria potrebbe, alla fine, risultare un tentativo insufficiente ad affrontare la questione”.
In primo piano, quindi, le grandi vertenze quali la Merloni e la Basell, ma anche tutte quelle realtà piccole e medie (il 95 per cento delle realtà produttive umbre hanno meno di 10 addetti) che, quotidianamente, affrontano le difficoltà imposte da una crisi che sempre di più si fa sentire anche in Umbria.
Dall’altro occorre dare prospettiva ad un welfare sostenibile e vicino ai cittadini: bisogna selezionare i servizi, consorziare le funzioni dei tanti enti territoriali, a partire dai 92 comuni umbri, rilanciare la qualità complessiva puntando sulle professionalità”.
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