Primo obiettivo capire se veramente l'azienda  può e vuole fare interventi per diminuire il rumore dei macchinari che ha causato la decisione del Tribunale di Perugia di vietare i lavori notturni al mangimificio di Marsciano
punto-interrogativo

Ad un osservatore esterno la vicenda che coinvolge il mangimificio Checcarini di San Valentino della Collina, suscita qualche perplessità.
Ci si chiede come sia stato possibile coi tempi lunghi della giustizia che non vi sia stata l’occasione di parlarsi tra la proprietà dell’azienda e gli occupanti le abitazioni vicine disturbati dal rumore.
Se colloquio non c’è stato e ci si è affidati esclusivamente alle previsioni, azzeccate o no, degli avvocati qualcuno deve aver peccato di presunzione ovvero qualcuno non è stato più in condizione di tollerare ulteriormente.

Ora a cercare di riallacciare i rapporti tra i litiganti ci prova l’assessore provinciale all’agricoltura, ambiente e sport, Roberto Bertini che quale marscianese  ha premesso che “In questo momento di crisi economica anche otto posti di lavoro devono essere difesi, soprattutto se l’azienda costretta a licenziare ha  bilanci positivi  e le giuste  risorse per evitare i licenziamenti”:
Bertini, riferendosi all’azienda di mangimi di Marsciano Checcarini che ha messo alla porta 8 dipendenti per via di una sentenza del Tribunale di Perugia che ha abolito il turno notturno di produzione perché troppo rumoroso, come denunciato da alcune famiglie nei pressi dello stabilimento, afferma che “Le sentenze devono essere rispettate ma è innegabile, che per come sono andati i fatti, ci sono margini per trovare una soluzione per far reintegrare quegli otto lavoratori che da anni lavorano in azienda.
Secondo i sindacati, i vertici della Checcarini (ma dichiarazioni ufficiali dell’azienda non se ne conoscono; n.d.r.) sono pronti ad investire nuove risorse per insonorizzare il turno notturno che crea problemi in particolare nel periodo estivo quando le famiglie, a causa caldo, aprono le finestre.
Purtroppo questo non è stato possibile per via dell’immediata esecutività della sentenza del Tribunale”.

L’assessore dunque lancia una sorta di mediazione tra tutte le istituzioni umbre e il tribunale di Perugia: “Serve un tavolo dove mettere insieme Regione, Provincia, Comune, vertici dell’azienda, sindacati e Tribunale per capire quali interventi la Checcarini può e vuole fare per diminuire il rumore dei macchinari.
Se il progetto è credibile allora si potrebbe chiedere la sospensiva della sentenza fino alla fine dei lavori che si devono concludere entro l’inizio dell’estate. In questa maniera, salvato il turno notturno, si possono recuperare gli otto posti di lavoro in questione. E allo stesso tempo si rispettano i cittadini residenti vicini all’impianto”.

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