Nuovo importante riconoscimento per il Gin Todi, il gin nato e prodotto a Todi. L’ultimo premio in ordine di tempo è arrivato alla recente edizione del “Best Wine Stars”, fiera internazionale dedicata a wine, spirit e food andata in scena al palazzo del Ghiaccio a Milano.
In realtà bisognerebbe parlare di premi, al plurale. Fabio Balci, fondatore di Bar Tales e Roma Bar Show, ha premiato infatti con il Best Spirit “Gin Todi Olive Leaves”, definendolo “da buonissimo a eccezionale”. Sempre a Gin Todi è stato inoltre assegnato il riconoscimento come best logo con questa motivazione: “una identità visiva elegante che reinterpreta in chiave contemporanea il Rosone del Duomo, raccontando un forte legame con il territorio e le sue botteghe artigianali, la cultura e la bellezza della città”.
In realtà bisognerebbe parlare di premi, al plurale. Fabio Balci, fondatore di Bar Tales e Roma Bar Show, ha premiato infatti con il Best Spirit “Gin Todi Olive Leaves”, definendolo “da buonissimo a eccezionale”. Sempre a Gin Todi è stato inoltre assegnato il riconoscimento come best logo con questa motivazione: “una identità visiva elegante che reinterpreta in chiave contemporanea il Rosone del Duomo, raccontando un forte legame con il territorio e le sue botteghe artigianali, la cultura e la bellezza della città”.
Il Gin Todi rivela così ancora una volta la sua anima di ambasciatore della città tuderte e dell’Umbria nelle manifestazioni nazionali e internazionali.
Il Gin Todi, nelle sue due varianti al foglie d’Ulivo e al fieno e cacao, è selezionato nella preparazione dei cocktail e in ricette importanti utilizzate da bartender e chef.
Alle due declinazioni appena citate, a Gin Todi si è aggiunta ultimamente anche la novità di un’acqua tonica realizzata per esaltarne il gusto.
Complice della bontà di Gin Todi è una delle più antiche distillerie italiane con il suo restaurato alambicco discontinuo a bagnomaria. Questo procedimento di distillazione molto lungo e delicato permette di rilasciare non solo il miglior sapore delle botaniche utilizzate con il richiamo a sentori di sottobosco, ma anche di conservarne il profumo.
La tradizione delle erbe dell’Umbria medievale è così riproposta in un selezionato corredo nel quale spiccano, Luppolo selvatico, Ginestrella, Crespigno, Cassella.
La tradizione delle erbe dell’Umbria medievale è così riproposta in un selezionato corredo nel quale spiccano, Luppolo selvatico, Ginestrella, Crespigno, Cassella.
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