La Regione Umbria compie un passo importante per rafforzare la sanità territoriale con la sottoscrizione del nuovo Accordo integrativo regionale della medicina generale. L’intesa, raggiunta tra la direzione regionale Salute e Welfare e le organizzazioni sindacali FIMMG, CISL Medici Umbria e SNAMI, recepisce gli indirizzi dell’Accordo collettivo nazionale e dà attuazione agli obiettivi del DM 77/2022 e del PNRR, ridisegnando l’organizzazione delle cure primarie sul territorio.
“Con questo accordo la Regione Umbria investe in una sanità territoriale più forte, moderna e vicina alle persone – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Rafforziamo il ruolo della medicina generale, valorizziamo il lavoro dei professionisti e costruiamo una rete di assistenza capace di accompagnare i cittadini lungo tutto il percorso di cura. È un cambiamento importante che migliorerà la qualità dei servizi, favorirà la prevenzione, renderà più efficace la presa in carico dei pazienti cronici e fragili e contribuirà a ridurre la pressione sui Pronto soccorso e le liste d’attesa. Una riforma che guarda al futuro del nostro Servizio sanitario regionale, con un’attenzione particolare ai territori più periferici e alle aree interne”.
L’Accordo, articolato in 36 articoli e sette capi, costituisce la nuova cornice di riferimento per l’organizzazione della medicina generale in Umbria e accompagna il passaggio al Ruolo unico di assistenza primaria (Ruap), superando la tradizionale distinzione tra medici di famiglia e continuità assistenziale (ex guardia medica). Un modello che punta a garantire una maggiore integrazione tra i professionisti e una risposta più efficace ai bisogni di salute della popolazione.
Tra le principali novità figura l’istituzione delle équipe di Aggregazione funzionale territoriale (AFT), nelle quali opereranno con pari dignità i medici di famiglia e i medici della continuità assistenziale. Sono inoltre previsti maggiori risorse per il personale di studio, l’innovazione digitale e il coordinamento delle AFT.
Il nuovo modello garantirà la continuità dell’assistenza nelle Case della Comunità e nelle AFT per assicurare la presenza in rete sul territorio anche attraverso il supporto del numero unico 116117, punto di accesso per i bisogni di salute urgenti ma non gravi.
L’intesa rafforza inoltre la presenza dei medici negli Ospedali di Comunità, promuove l’utilizzo della telemedicina e della diagnostica di primo livello e consolida la digitalizzazione attraverso il Fascicolo sanitario elettronico, favorendo la condivisione delle informazioni cliniche e la continuità delle cure. Particolare attenzione è riservata alle aree interne, dove sono previste specifiche soluzioni organizzative per garantire un’assistenza capillare, anche attraverso la telemedicina e gli ambulatori di prossimità.
Tra gli obiettivi prioritari dell’accordo c’è il rafforzamento della cosiddetta medicina di iniziativa – un modello di assistenza che punta a seguire i pazienti in modo proattivo, soprattutto quelli cronici e fragili, prima che le loro condizioni peggiorino – la riduzione degli accessi impropri ai Pronto soccorso e il miglioramento dell’appropriatezza dei percorsi di cura, per contribuire anche all’abbattimento delle liste d’attesa.
Entro trenta giorni sarà istituito un tavolo tecnico composto dalla Regione, dalle Aziende sanitarie e dalle organizzazioni sindacali firmatarie per monitorare l’attuazione dell’accordo e il raggiungimento degli obiettivi previsti.












