In merito alla Parifica della  Corte dei Conti sul rendiconto della Regione, Confindustria chiede che le maggiori risorse derivanti dal gettito fiscale debbano essere utilizzate per attivare investimenti
Giammarco Urbani_2

La parifica del rendiconto regionale da parte della Corte dei Conti conferma il quadro di una Regione in buona salute finanziaria, ma richiama al tempo stesso criticità strutturali che continuano a incidere sulle prospettive dell’Umbria.
Alla luce del quadro delineato dalla magistratura contabile, Confindustria Umbria torna a porre l’attenzione sulla necessità di trasformare le risorse disponibili in interventi capaci di generare crescita, investimenti e nuova occupazione.

“La solidità finanziaria è certamente un dato importante – afferma il presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani – ma l’analisi della Corte ci ricorda che l’Umbria deve affrontare problemi strutturali che incidono sulle sue prospettive future. La risposta passa necessariamente dalla crescita: più investimenti, più innovazione, maggiore produttività e una più forte capacità di attrarre imprese, capitali e competenze. Rafforzare l’industria significa generare nuova ricchezza e creare le condizioni per sostenere nel tempo anche i servizi e il welfare”.

In questo quadro, Confindustria Umbria torna a chiedere che diventi operativo il tavolo di confronto annunciato dalla Regione sulla destinazione del maggior gettito derivante dalla manovra fiscale. 

“Un anno e mezzo fa abbiamo affrontato il tema della maggiorazione delle aliquote con senso di responsabilità – prosegue Urbani – proprio per questo riteniamo importante aprire finalmente un confronto concreto su come utilizzare le maggiori risorse, affinché possano produrre effetti duraturi sull’economia regionale. Come Confindustria Umbria abbiamo formulato alcune proposte e siamo disponibili a contribuire con spirito collaborativo, nella convinzione che le maggiori risorse derivanti dal gettito fiscale debbano essere utilizzate, per quanto possibile, per attivare investimenti e interventi capaci di generare nuova crescita e sviluppo duraturo per il territorio. Pensiamo, ad esempio, al tema dell’energia, al rafforzamento delle infrastrutture materiali e digitali, alla formazione delle competenze di cui le imprese hanno bisogno, al sostegno agli investimenti e alla capacità di attrarre nuove iniziative produttive. Sono questi alcuni dei grandi capitoli sui quali occorre concentrare risorse e programmazione, evitando interventi frammentati e privilegiando le scelte capaci di produrre effetti strutturali”.

Tra questi grandi capitoli, un ruolo centrale spetta all’energia, che rappresenta uno dei principali fattori di competitività per il sistema produttivo.

“L’obiettivo dell’autonomia energetica – sottolinea Urbani – indicata dall’assessore all’Ambiente e all’Energia Thomas De Luca, è ambizioso e condivisibile. Occorre accelerare sulle rinnovabili, individuare le aree più adatte, semplificare le procedure e potenziare reti e connessioni. Ma serve anche una visione che guardi con pragmatismo al nucleare di nuova generazione che può contribuire a garantire quella continuità energetica a zero emissioni. È un tema che merita un confronto serio, aperto e non ideologico, perché l’autonomia energetica è ormai una questione di competitività industriale e di sicurezza nazionale”.

“In una fase così delicata – conclude Urbani – è essenziale la capacità degli amministratori pubblici di fare sintesi, individuare le priorità e assumere decisioni che comportino scelte coraggiose e una programmazione di medio-lungo periodo. Il punto è costruire una strategia capace di tenere insieme crescita, sostenibilità e competitività. Vale per l’energia e vale per l’utilizzo delle risorse regionali. Nell’attuale contesto particolarmente complesso, dobbiamo concentrare gli sforzi sugli interventi capaci di produrre sviluppo duraturo e nuove opportunità per l’Umbria”.

condividi su: