La presentazione della Regione Umbria dei prossimi bandi, previsti dalla Legge Regionale 8/2026 ha rappresentato un momento di confronto importante sul futuro dei luoghi della cultura in Umbria.
Tra gli interventi, quello del presidente della Fondazione Società del Teatro della Concordia ETS, Edoardo Brenci, ha posto l’attenzione sul ruolo dei teatri storici, non soltanto come beni architettonici da preservare, ma come autentiche espressioni della civiltà delle comunità che li hanno costruiti e custoditi nel tempo.
Nel suo intervento è stato ricordato come l’Umbria abbia svolto un ruolo pionieristico già negli anni Ottanta, diventando la prima regione italiana ad avviare un vasto programma di recupero di quindici teatri storici, grazie anche all’utilizzo di fondi della Comunità Europea. Un progetto che ha salvaguardato un patrimonio unico e ha dimostrato come gli investimenti nella cultura possano produrre benefici duraturi.
Oggi quella visione trova una nuova prospettiva nella Legge Regionale 8/2026, che punta a trasformare i luoghi della cultura in spazi sempre più vivi, accessibili e capaci di generare partecipazione. L’obiettivo è sostenere non soltanto le grandi istituzioni culturali, ma anche i piccoli teatri, i musei diffusi e le realtà del volontariato che operano quotidianamente nei territori.
Secondo Brenci, la nuova normativa introduce un principio di grande valore: la cultura non deve limitarsi alla conservazione del patrimonio, ma deve essere messa nelle condizioni di produrre sviluppo, innovazione e occupazione.
L’esperienza del Teatro della Concordia di Monte Castello di Vibio, viene indicata come un esempio concreto di questa visione. In oltre trent’anni di gestione della Fondazione, il teatro è stato trasformato in un centro culturale aperto tutto l’anno, capace di coniugare tutela del patrimonio, attività artistiche, visite guidate, promozione turistica e sostenibilità economica.
“Ogni iniziativa – ha evidenziato Brenci – è stata progettata secondo una logica di economia della cultura, nella convinzione che un bene culturale possa generare valore sociale, turistico ed economico senza rinunciare alla propria identità.”
La Fondazione guarda ora con interesse ai nuovi bandi regionali, con l’obiettivo di realizzare interventi innovativi per migliorare l’accoglienza del pubblico e rendere il Teatro della Concordia ancora più accessibile e attrattivo.
L’intervento si è concluso con un ringraziamento alla Regione Umbria per aver scelto di investire nuovamente nella cultura come leva di sviluppo.
“La cultura – è stato il messaggio finale – non rappresenta una voce di spesa, ma un investimento capace di creare lavoro, rafforzare le comunità e costruire il futuro dei territori.”












