La desertificazione bancaria dilaga e gli impatti su persone, territori ed economia reale aumentano. Filiali chiuse, servizi assenti, comuni spopolati e persone più esposte a rischi di truffe on-line e usura. Questo il quadro che emerge dal terzo Rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”: in Umbria nove persone su dieci sono insoddisfatte (90%) per la riduzione o chiusura delle filiali nel luogo in cui vivono; la presenza di un bancomat non è sufficiente a sostituire il rapporto umano. Il Rapporto Uilca 2025 introduce una novità: tre focus tematici su spopolamento, truffe informatiche e rischio usura.
“La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”, commenta il segretario generale Uilca Fulvio Furlan.
Dal 2020 al 2025 i comuni serviti da banche in Umbria sono diminuiti del 21,3%, da 75 a 59. Ogni mese sono stati chiusi, in media, 1,4 sportelli bancari. Nel periodo considerato le filiali sono passate da 392 nel 2020 a 309 nel 2025, registrando un calo del 21,2%. Ad oggi sono 51.741 i cittadini che risiedono in comuni privi di sportelli.
“È un bene che oggi ci sia una più ampia consapevolezza sull’entità del problema, ma c’è ancora molto da fare. In primo luogo, è indispensabile che in ogni Regione, come già avvenuto in alcune, sia avviato un Osservatorio con la partecipazione delle parti politiche, dei Sindacati, di Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo laddove si voglia procedere a una nuova chiusura, che lascerebbe senza filiali il territorio in questione. Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone. In questo scenario, il risiko bancario deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l’occupazione ed evitare l’aggravio del problema”, conclude Furlan.
“I risultati che emergono dal Rapporto sulla desertificazione bancaria in Umbria sono estremamente preoccupanti e testimoniano un disagio crescente per cittadini e imprese del nostro territorio”, dichiarano il Segretario Generale Uilca Umbria Mauro Sergnese ed i componenti della Segreteria. “Auspichiamo che si possa trovare al più presto, insieme alle istituzioni, ad Abi e alle associazioni di territorio, una soluzione concreta ed efficace a questo problema che rischia di impoverire ulteriormente la nostra regione”.
IL RAPPORTO 2025 IN BREVE
- per sei persone su dieci (63,8%) la prossimità di una filiale influisce “molto + abbastanza” sulla propensione a investire
- per due persone su dieci (24,3%) la banca fisica è un luogo utile per assistenza su risparmi e investimenti
- per sei su dieci (62,6%) la presenza di una filiale incide sulla scelta di vivere o meno in un territorio
I FOCUS IN BREVE
- spopolamento: per otto persone su dieci (83,1%) in Umbria la chiusura delle filiali rappresenta un fattore di marginalizzazione del territorio
- truffe informatiche: per otto su dieci (86,9%) la mancanza del bancario incide sulla capacità dei cittadini di difendersi da phishing e frodi online
- rischio usura: per otto persone su dieci (80,1%) la scomparsa delle filiali contribuisce al diffondersi dell’usura.














