I cento delegati dalle Associazioni territoriali e di categoria hanno nominato i loro rappresentanti per i prossimi quattro anni
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I cento delegati dalle Associazioni territoriali e di categoria, che compongono il sistema della Confcommercio della provincia di Perugia, si sono riuniti  in Assemblea per l’elezione del direttivo che guiderà la maggiore organizzazione di rappresentanza degli imprenditori del commercio, del turismo e dei servizi per i prossimi quattro anni.
Il Consiglio, eletto all’unanimità dall’Assemblea,  è composto da: Aldo Amoni, Fabrizio Bastida, Bruno Biagiotti, Vincenzo Bianconi, Marco Caccinelli, Giuseppe Capaccioni, Cristiana Casaioli, Sebastiano Vincenzo Di Santi, Marco Fantauzzi, Emanuela Ferracchiato, Fortunato Giovannoni, Giulio Guglielmi, Lucio Lupini, Giorgio Mencaroni, Sergio Mercuri, Marco Pittola, Roberto Prosperi, Aurelio Pucci, Mauro Smacchia, Andrea Tattini.
Sindaci: Chiara Pucciarini, Pietro Passeri, Marco Scopetta.

Al termine dell’Assemblea elettiva, il Consiglio si è immediatamente riunito e ha confermato al timone della organizzazione, che rappresenta oltre 7.500 imprese associate, il presidente uscente Giorgio Mencaroni.
Nella sua relazione introduttiva ai lavori dell’Assemblea, il presidente Mencaroni ha ricordato il lavoro svolto dalla organizzazione, sia sul fronte esterno che esterno, per fronteggiare la crisi. 
“I dati territoriali elaborati dal Centro Studi Confcommercio – ha detto Mencaroni – confermano che la nostra regione è in mezzo al guado, con punti di forza significativi, ma con punti di debolezza ancora più rilevanti, con serie difficoltà ad agganciare la ripresa e a ridare fiato ai consumi”.
Consumi messi ulteriormente a rischio, secondo Confcommercio, dalle ipotesi di riforma fiscale che circolano in queste ore, lasciando intravedere la possibilità di innalzamento delle aliquote Iva a fronte di una riduzione delle aliquote Irpef, nonostante le esplicite rassicurazioni, in senso contrario, del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani in occasione dell’Assemblea nazionale Confcommercio dello scorso 23 giugno.

“Dobbiamo dire “NO” all’ipotesi di questo “scambio” che alimenterebbe l’inflazione e determinerebbe riduzione dei consumi e del prodotto lordo
. La ripresa infatti – ha aggiunto il presidente Mencaroni nel corso del suo intervento – è lenta, modesta, fragile. Secondo molte previsioni, soltanto nel 2014 il PIL tornerà ai livelli del 2007”.
Tra le criticità elencate dal presidente, la persistente difficoltà nel rapporto tra banche e imprese.

A livello nazionale, Confcommercio ha già chiesto al Governo “la più determinata iniziative in sede europea e internazionale” rispetto alle nuove regole di Basilea 3, che potrebbero tradursi in una insostenibile riduzione del credito alle PMI.
Preoccupa la notizia secondo la quale diverse banche italiane sarebbero state messe sotto osservazione per valutare il loro rating e che qualcuna rischia di essere declassata.
Le nostre scelte relative alla operatività del nostro Confidi – ha sottolineato Mencaroni – sono sistematicamente sottoposte a verifica per renderle più adeguate possibile alle esigenze delle imprese. Ci auguriamo che le istituzioni definiscano al più presto il rapporto tra Gepafin e confidi per garantire ad esse una rete di assistenza più completa.
 
Preoccupano molto anche i dati relativi al turn over che esiste specialmente nel settore del commercio.  I dati della Camera di commercio registrano questo fenomeno con estrema precisione, ma dietro i dati ci sono le persone e i loro progetti che rischiano di naufragare alla prima difficoltà.
Per questo, siamo tornati a proporre alla Regione la nostra richiesta di percorsi di formazione obbligatori per i neo imprenditori, anche del settore non alimentare, perché non si presentino impreparati sul mercato.    
Alle nostre imprese – ha concluso Mencaroni – spetta la responsabilità nel non demordere e nel continuare, ogni giorno, ad operare come costruttori di crescita e di lavoro.
Alla Confcommercio spetta la responsabilità nel supportarle in questa quotidiana fatica, tenendo insieme rappresentanza e servizi. Con responsabilità e unità saremo in grado di dare ancora il nostro contributo per far crescere la nostra organizzazione, le nostre imprese, il nostro territorio”.

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