“Da notizie di stampa pare che l’inchiesta ENAC porti anche in Umbria. Si ipotizza ( dalla stampa, n.d.r) che siano stati versati 20 mila euro per una sponsorizzazione a favore di Umbria Jazz su richiesta del Segretario della Presidente della Regione Marini”
Un fatto che, riportato così cautamente da una delle più virulente oppositrici politiche della Presidente della Giunta regionale dell’Umbria, ha scatenato una bagarre da parte delle forze politiche umbre di opposizione ed una vibrata reazione di Catiuscia Marini.
Se questo fatto sopra riportato sia esecrabile lo deciderà il giudice, ma in mancanza di altri elementi lo sconcerto è grande ed attraversa trasversalmente tutti coloro che assolvono ad un ruolo istituzionale di rappresentanza dei territori.
Chi svolge questo ruolo dovrebbe avere come scopo principale proprio quello di "dare una mano" alla comunità che amministra e sono innumerevoli i casi in cui pubblicamente amministratori pubblici chiamano a raccolta per sostenere economicamente situazioni in difficoltà: nel mondo sportivo e culturale oltre che in quello strettamente economico.
E’ questo – salvo prova contraria – proprio il ruolo che si chiede al politico cosciente di svolgere, pronti a rimproveralo se non lo svolge in modo efficace.
Se questa attività dovesse considerarsi illecita, all’invito “ chi è senza peccato lanci la prima pietra” in Umbria non volerebbe nemmeno una mosca.
Sul piano politico appare più equilibrata Sandra Monacelli, capogruppo Udc in Consiglio regionale per la quale ““non può essere questo il tempo in cui gli atteggiamenti da tifoseria politica si sostituiscono alle riflessioni e alle riforme necessarie per far ripartire la nostra regione.
Se da una lato non si può cedere ai riti auto assolutori di massa, tanto meno si può peccare di garantismo ad intermittenza che si accende a Roma e si spegne in Umbria.
Da parte nostra – conclude il capogruppo centrista – non intendiamo assecondare nessuno di questi atteggiamenti, auspicando da entrambe le parti senso di responsabilità nell’interesse dei cittadini umbri ”Il Consiglio regionale non può trasformarsi in un’aula di tribunale, che balla al ritmo del cannibalismo politico".











