In un giro, politico, d’Italia caratterizzato sempre da tappe di montagna, prima tre monti poi un numero imprecisato di essi; in una nazione che ritiene “alla pari” chi guadagna 951 euro e chi 4mila al mese, in una informazione condotta da chi guarda la situazione dall’alto dei suoi 10 mila euro al mese, con tanti medici che danno una medicina amara mentre pasteggiano a champagne, la speranza di una maggiore giustizia è ormai affidata alla possibilità di ridurre e mettere un freno a chi le tasse le evade alla grande.
Certo le piccole evasioni quotidiane, cui fa acquiescenza la classe povera e media, messe tutte insieme fanno sicuramente una bella cifra, ma sicuramente non raggiungono gli importi di coloro che, e sono tanti, l’evasione la conteggiano in milioni.
E uno di quelli che scommette sull’evasione è fortunatamente stato pizzicato dalla Gdf di Terni che sembra aver trovato la chiave di lettura per scoprire i grandi evasori.
In questo caso si tratta di un imprenditore che opera nel settore della manutenzione di impianti meccanici a Terni:
Come ormai divenuto di moda, l’imprenditore ternano fatturava regolarmente ma poi in sede di dichiarazione dei redditi si scordava di tali fatture per circa 650 mila euro e imposta sul valore aggiunto per circa 90 mila euro, nel 2008 e 2009.
Il meccanismo era collaudato: circa 400 mila euro di ricavi nascosti ed Iva non versata per 70 mila euro sono poi stati solo per gli anni 2006 e 2007.
Certo le piccole evasioni quotidiane, cui fa acquiescenza la classe povera e media, messe tutte insieme fanno sicuramente una bella cifra, ma sicuramente non raggiungono gli importi di coloro che, e sono tanti, l’evasione la conteggiano in milioni.
E uno di quelli che scommette sull’evasione è fortunatamente stato pizzicato dalla Gdf di Terni che sembra aver trovato la chiave di lettura per scoprire i grandi evasori.
In questo caso si tratta di un imprenditore che opera nel settore della manutenzione di impianti meccanici a Terni:
Come ormai divenuto di moda, l’imprenditore ternano fatturava regolarmente ma poi in sede di dichiarazione dei redditi si scordava di tali fatture per circa 650 mila euro e imposta sul valore aggiunto per circa 90 mila euro, nel 2008 e 2009.
Il meccanismo era collaudato: circa 400 mila euro di ricavi nascosti ed Iva non versata per 70 mila euro sono poi stati solo per gli anni 2006 e 2007.
E’ stato, il meccanismo, perfezionato dall’imprenditore negli ultimi tempi, nel 2008, nominando come amministratore della società un nullatenente e trasferendo la sua residenza all’estero.
Il caso è emblematico e rappresenta ormai un modus operandi abituale per cui forse se gli “esperti” ministeriali approfondissero la questione e come la Gdf ha scoperto il tutto si potrebbero mettere in atto misure preventive efficaci di indubbia rilevanza, visto che solo nella provincia di Terni nel 2011 si sono scoperti circa 100 milioni di euro nascosti al fisco e l’economia ternana sul totale italiano rappresenta meno dell’1%..








