Solo per mettere in sicurezza gli edifici scolastici esistenti in Umbria servirebbero circa 225 milioni mentre fino al 2016 arriveranno per sistemare tutte le opere "strategiche" ( ponti, ospedali, scuole ecc:) si e no 40 milioni
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In Italia quando succedono catastrofi; terremoti ed alluvioni si scopre che viviamo su un territorio abbastanza pericoloso, si fanno tanti programmi e proclami poi tutto si ferma fino alla volta successiva.
Dopo i terremoti in Emilia, la “manfrina” si ripete ed anche in Umbria si fanno i conti
di quel che servirebbe per stare un po’ più tranquilli; dopo di che si continua a sperare che la pallina della roulette della vita non si fermi sulla casella corrispondente a dove si campa.

E si "scopre" che sono quasi 650 gli edifici su un totale di circa 1600 che in Umbria sono soggetti all’obbligo di verifica sismica.
E’ uno dei dati che emerge dall’aggiornamento al 31 maggio scorso della ricognizione effettuata dalla Regione dell’Umbria in vista della scadenza del termine, fissato al prossimo 31 dicembre da un ordinanza ministeriale, che obbliga i proprietari delle cosiddette opere strategiche (edifici destinati a sedi di amministrazioni pubbliche, ospedali, strutture sanitarie, edifici individuati per la gestione dell’emergenza, strade, ferrovie ecc.) e rilevanti (scuole, teatri, biblioteche ecc.) di procedere alla verifica sismica  per le finalità di protezione civile in caso di evento sismico. 
Al momento agli uffici regionali sono pervenute le schede di 1545 strutture strategiche e rilevanti (1.216 edifici e 329 ponti).

“E’ una situazione che merita la massima attenzione, afferma l’assessore regionale Stefano Vinti, in quanto questi numeri sono certamente destinati ad aumentare, visto che non tutti i soggetti obbligati hanno provveduto a censire le opere di competenza, e, visto che le risorse a disposizione della nostra regione coprono poco più del dieci per cento delle necessità rilevate soltanto nel settore dell’edilizia scolastica”.   

 
“Per fornire un ordine di grandezza circa le risorse necessarie, ha affermato Vinti, recentemente, da una stima sui costi necessari per il completamento delle verifiche sismiche sugli edifici scolastici che rappresentano una tipologia di edifici strategici e rilevanti e per eventuali interventi di miglioramento sismico sugli stessi è risultato che servono circa 4 milioni di euro per le verifiche e circa 220 milioni di euro per gli interventi necessari per conseguire il miglioramento sismico.

Sia le verifiche che gli eventuali interventi di miglioramento ed adeguamento sismico sono a carico dei proprietari, in gran parte individuabili negli Enti Locali, che, come è noto, non sono in grado di fronteggiare, neanche con programmi pluriennali, impegni così rilevanti”.
Ad oggi, le risorse destinate a tali attività sono quasi esclusivamente quelle derivanti dalle Ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri e da leggi speciali, gestite dallo Stato e dagli Uffici Regionali, pari ad  24.746.183 euro di cui 3.427.103 euro per le  verifiche  sismiche  su  edifici  scolastici  e  ospedalieri,  18.742.342 euro per  gli  interventi  di  miglioramento  sismico  degli  edifici  scolastici  ed,  infine  2.576.738 euro  per gli interventi di adeguamento strutturale o di sostituzione degli edifici del sistema scolastico.

Al riguardo, in ambito regionale nel mese di dicembre 2011 sono stati assegnati 1.363.667 euro ad aziende sanitarie ed ospedaliere per l’esecuzione di verifiche sismiche sulle strutture sanitarie.
Con le ordinanze della Presidenza del Consiglio dei Ministri nei prossimi cinque anni, fino al 2016, saranno finanziati in Umbria, interventi di prevenzione del rischio sismico per circa 40.000.000 dei quali solo il 50%, presumibilmente,  potrà essere destinato agli edifici pubblici strategici e rilevanti.
 

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