Sarà la campagna, sarà l’aria buona, sarà la buona cucina fondata sulla tradizione e i suoi tipici ingredienti territoriali, semplici e genuini, di cui è sempre stata fedele e infaticabile interprete, fatto sta che Eufemia Matteucci Valentini, nata e vissuta a Preggio, fa oggi, in buona salute come è sempre stata, l’ingresso nel “Club dei Centenari” dell’Umbria, che sarà celebrato nel pomeriggio nella piazza del paese.
100 anni non sono pochi, e la signora Eufemia, come tante donne vissute nelle campagne umbre, ne ha di cose da raccontare, una storia individuale come tante in un momento cruciale della storia d’Italia: “durante l’ultima guerra – dice -, Preggio ospitò molti ‘sfollati’, tra cui la famiglia Spagnoli, ed io, che ho sempre fatto la cuoca, mi ricordo di aver cucinato per tutti loro, con le altre donne del paese.
Durante la guerra in Africa Orientale, a Tobruk, mio marito fu fatto prigioniero, e fu detenuto in Libia per sette anni. Poi rimasi vedova, e restai sola a crescere i miei figli Francesca e Antonio”.
Il segreto della longevità? Eufemia Matteucci Valentini dice di non averne: “Qui a Preggio si vive bene, si fa una vita semplice, fatta di cose semplici e buone, e in questo credo che Preggio, così apprezzato dai turisti tedeschi e inglesi, rappresenti un significativo esempio di come si viva in Umbria. Altri segreti non ne ho”.













