I gestori degli impianti stradali di carburanti rivolgono un appello alla presidente della Giunta regionale affinchè revochi l'aumento delle accise sulla benzina disposto per finanziare la ricostruzione del dopo-terremoto
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Un’altra voce si alza a chiedere di tornare indietro sull’iniziativa regionale di aumento delle accise sulla benzina destinata in origine a cofinanziare la ricostruzione dopo il sisma che ha colpito le zone del marscianese ed innescare il finanziamento statale.

Stavolta sono i gestori degli impianti stradali di carburanti rivolgono un appello alla presidente della Giunta regionale dell’Umbria Catiuscia Marini.
“Gli ultimi dati sui consumi –ci dicono che purtroppo siamo ancora nel “tunnel” della crisi.
In un clima così pesante, anche il più piccolo segnale positivo può incidere sulle aspettative delle famiglie. Se si tocca poi il tasto dolente del caro-carburanti, l’effetto potrebbe essere ancora più significativo.

Invito quindi la presidente della Giunta regionale Catiuscia Marini a cancellare da subito l’accisa regionale sulla benzina, prima ancora della scadenza fisiologica del provvedimento, che era stato adottato per finanziare la ricostruzione del dopo-terremoto nel Marscianese.
L’assegnazione di significative risorse finalizzate a questo scopo dal governo Monti rende non più urgente e necessaria l’accisa regionale.
La presidente Marini, con la sua abolizione, potrebbe invece rendere meno “gelido” il Natale degli umbri. Sarebbe un regalo veramente gradito a tutta la comunità regionale”.

A sostegno della sua proposta, Giulio Guglielmi cita il caso della Toscana, dove appena un mese fa la Regione ha cancellato l’accisa regionale sulla benzina – adottata anche in questo caso a seguito di una calamità naturale – con tre mesi di anticipo rispetto al termine previsto, proprio per contrastare il caro-carburante. 
“Con quello che pesano tasse e accise sul prezzo della benzina, i nostri imprenditori sono più che abituati a svolgere un ruolo da esattori per conto dell’ente pubblico”, sottolinea Guglielmi.

In un momento come questo anche la diminuzione di poco più di 4 centesimi al litro, può suonare come un incentivo alla ripresa per noi e per i consumatori.
Gli ultimi dati Confcommercio e Censis sui consumi, sul clima di fiducia e sulle aspettative delle famiglie italiane nella seconda metà del 2012, confermano purtroppo una situazione di stagnazione.
Si deteriora la capacità di risparmio ed aumenta il numero delle famiglie insolventi, che restano una stretta minoranza nel panorama complessivo, ma che sono il segnale di un quadro che da troppo tempo non migliora.
Il 65% delle famiglie va sostanzialmente in pari tra entrate ed uscite, il che significa però che non riesce a mettere da parte nulla, mentre appena il 17% degli intervistati, sempre secondo il rapporto Confcommercio – Censis, ha dichiarato di essere riuscito a risparmiare parte del reddito dopo aver coperto tutte le spese."

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