La decisione sulla proposta si potrà sapere martedi, dopo che l'intenzione di Clini sarà sottoposta al vaglio dei colleghi di Governo; intanto la governatrice Marini ha incontrato la Commissione Ambiente della Camera
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Il Ministro dell’ambiente ha – secondo quanto a riferito l’assessore regionale Rometti – comunicato che proporrà una disposizione che preveda la possibilità di svincolo dal Patto di Stabilità per gli interventi di messa in sicurezza del territorio dopo gli eventi alluvionali che hanno interessato Umbria, Lazio e Toscana.
Per avere certezze tuttavia occorrerà sapere che cosa decideranno i suoi colleghi di governo impegnati sul fronte finanziario.
Intanto, il Ministro si è reso disponibile ad un nuovo incontro con le Regioni martedì 27 novembre, nella sede del Ministero.
Altro impegno ha preso il Ministro per attivare tutte le procedure per accelerare gli interventi di prevenzione e ripristino dei danni alle opere di difesa idraulica e soprattutto ad approntare insieme alle Regioni un piano straordinario per la messa in sicurezza del territorio, con risorse certe.

Ieri c’è stata la riunione della Commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni, convocata in seduta straordinaria e che si è svolta al Centro Fiere di Arezzo, alla presenza del ministro Clini.
Gli assessori Rometti e di Anna Rita Bramerini (assessore all’Ambiente della Regione Toscana) hanno evidenziato i problemi dei territori colpiti dalle alluvioni chiedendo particolare attenzione per la disponibilità di risorse e una maggiore flessibilità nella loro gestione. 

Da parte della Regione l’intenzione di chiedere “ la possibilità di una rimodulazione dell’Accordo di programma stipulato con il Ministero dell’Ambiente nel 2010 e che prevede interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico per circa 45 milioni di euro, cofinanziati da Regione per 24 milioni e dal Ministero per 21 milion
i.
L’Umbria – sottolinea l’assessore regionale – non solo sta già utilizzando le risorse proprie, ma ha già in corso la realizzazione di vari interventi per un importo di 3,1 milioni di euro e procederà speditamente anche all’utilizzo dei 5,3 milioni di euro che ci sono stati erogati la scorsa settimana.
Alla luce dei recenti eventi alluvionali – conclude Rometti -, si rende però necessaria una rimodulazione del Piano, al fine di ridefinire le priorità di intervento tenendo conto delle problematicità emerse nelle zone più colpite e soprattutto una velocizzazione nell’erogazione delle risorse di competenza ministeriale”.
La Regione Umbria ha chiesto anche di inserire gli interventi che saranno effettuati tra quelli previsti per l’emergenza al fine di accelerarne tempi di affidamento e realizzazione.

Intanto oggi alla Camera dei deputati si è fatta sentire in audizione la Presidente Marini“Ai parlamentari della Commissione Ambiente della Camera, ho rappresentato il quadro complessivo dei gravi danni subiti dall’Umbria a causa degli straordinari eventi alluvionali.
Una nostra stima prudenziale indica in oltre 220 milioni di euro la cifra complessiva dei danni, 70 dei quali riferiti a quelli subiti dalle attività economiche ed agricole e dai privati cittadini”. 
“Abbiamo stimato in circa 38 milioni il costo per il ripristino delle infrastrutture al servizio del sistema economico – ha detto – indispensabili per consentire il rientro alla normalità sia per le imprese che per i cittadini dei territori interessati dalle alluvioni.
È di circa 37 milioni di euro, invece, il costo stimato per gli interventi necessari ad evitare ulteriori situazioni di pericolo o maggiori danni, mentre circa 35 milioni di euro serviranno per gli interventi di ripristino delle sponde e dei corsi d’acqua a carico di Province e Consorzi di Bonifica”.

“Ho sottolineato – prosegue la presidente – come sia fondamentale che il Governo riconosca formalmente lo stato di emergenza da noi richiesto e affidi poteri speciali ai Presidenti di Regione perché è assolutamente necessario intervenire con la massima urgenza, soprattutto per consentire alle tante imprese di riprendere la normale attività ed al tempo stesso mettere in sicurezza il territorio per la tutela prima di tutto della pubblica incolumità”.

Le precipitazioni che hanno interessato l’Umbria “hanno avuto un carattere di straordinaria eccezionalità. In un solo giorno – ha ricordato la presidente nel corso dell’audizione – la portata del Tevere è stata di oltre ottocento milioni di metri cubi, pari a due volte la capienza attuale del lago Trasimeno.
Nonostante ciò, il sistema di protezione civile è riuscito a gestire con efficacia l’emergenza, sopratutto per ciò che riguarda la incolumità dei cittadini”.
Quanto accaduto, “conferma la necessità di proseguire negli interventi relativi alla mitigazione e riduzione del rischio idrogeologico, perché ben altri sarebbero stati, e probabilmente ancor più disastrosi, gli effetti di queste alluvioni se in questi anni non si fosse provveduto a realizzare opere di difesa idraulica sul Tevere.”

Riduzione dei rischi che non andrà a vantaggio delle sole zone umbre percorse dal Tevere, perchè è a valle che la situazione potrà divenire ancor più drammatica se il sistema di dighe in Umbria accentuerà la sua precarietà, anche per effetto del processo di interramento dei bacini artificiali                                    
 

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