Sta facendo molto rumore a Todi l’arresto di Giuseppe Ambrosio, il potente dirigente del Ministero dell’Agricoltura, ex capo di gabinetto dei Ministri Gaia e Galan, al centro di un "diffuso sistema corruttivo radicato" nel ministero, almeno secondo quanto sostenuto dall’accusa coordinata dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal pm Stefano Fava.
Ben più che l’articolazione del malaffare, però, la comunità locale sembra interessata a conoscere il coinvolgimento del Comune di Todi, il cui nome è finito sulla stampa nazionale in quanto soggetto beneficiario di contribuiti pubblici grazie all’interessamento di Ambrosio ed in cambio di un omesso controllo sui lavori edili realizzati nella sua villa nel territorio tuderte.
Nel capo d’imputazione si sostiene che i fondi vennero concessi nel dicembre del 2010, all’epoca dell’Amministrazione Ruggiano. Attraverso il Comune, da quel che è lecito supporre anche semplicemente sulla base de logo del Ministero apposto sui manifesti, almeno una parte dei fondi sarebbero stati destinati alla mostra di florovivaismo "Todifiorita".
L’ex sindaco ha tenuto a chiarire che i contributi ricevuti dal Comune da parte del Ministero "sono stati tutti, sempre, destinati ad iniziative quali Tipico dop art e Todifiorita o al miglioramento delle aree di verde pubblico", ma di non essere in grado ricostruire a memoria esattamente a cosa venne destinato il contributo di 125.000 euro, seppur nella certezza che "tutto è stato rendicontato con precisione".
In merito all’utilizzo del contributo si registra anche un comunicato dell’Associazione VERDE TODI, organizzatrice della mostra “TODIFIORITA", il cui Presidente, Luigi Frassineti, tiene a precisare "per l’anno 2010 le somme ricevute sono state pari ad euro 15.000,00 (quindicimila), a fronte di spese rendicontate di € 16,500,00 (Sedicimilacinquecento). Tali spese non comprendono quelle sostenute per gli arredi della città, offerti da sponsor privati ed i lavori per l’organizzazione della manifestazione, completamente gratuiti in quanto effettuati dagli associati".
Al di là del corretto utilizzo dei finanziamenti, in ogni caso, la magistratura sembra però interessata a verificare se quei contributi pubblici siano stati facilitati da Ambrosio nel tentativo di condizionare il comportamento dell’ente nei confronti delle sue pratiche edilizie, situazione questa che per gli inquirenti si sarebbe verificata in modo pressochè analogo anche nel Comune di Maratea (dove l’ex capo di gabinetto ha un’altra villa), a favore del quale il Ministero concesse un finanziamento di 63.500 euro euro.













