Molti i nomi importanti in programma dell’edizione di quest’anno di Umbria Jazz Winter ad Orvieto dal 28 dicembre al primo gennaio 2013, che rivolge particolare attenzione alle voci.
Ecco così in cartellone una star affermata come Kurt Elling e un astro nascente come Gregory Porter.
C’è la rivelazione (è stata lanciata proprio a Orvieto) Dee Alexander e c’è il cantautore più illustre della scena italiana, Gino Paoli, che ha ritrovato nuovo entusiasmo andando in giro assieme a Danilo Rea.
Poi ci sono le proposte latine, quella brasiliana con la voce di Paula Morelenbaum e il violoncello del raffinatissimo Jaques Morelenbaum, Pedrito Martinez, lanciato nell’ultima edizione estiva di Umbria Jazz, il supergruppo revival di Giovanni Tommaso con Pietro Tonolo, Flavio Boltro, Danilo Rea e Roberto Gatto, presente nella prima edizione del 1993, la musica gospel con il Nashville Gospel Superchoir di Bobby Jones e molti altri.
La serata conclusiva in collaborazione con Musica Jazz e il "TOP JAZZ 2012", metterà sul palco i migliori musicisti italiani, vincitori del referendum indetto annualmente dalla più prestigiosa rivista jazz italiana.
Nel pomeriggio di Capodanno non mancherà l’appuntamento con la Messa della Pace con il coro gospel ospitata nel magnifico Duomo di Lorenzo Maitani (realizzato tra il Trecento e il Cinquecento).
I concerti serali si svolgono al Teatro Mancinelli, inaugurato nel 1886, mentre gli altri luoghi destinati a ospitare i vari appuntamenti sono il Palazzo del Popolo, realizzato in pietra basaltica e tufo, descritto la prima volta nel Duecento, il Palazzo dei Sette, costruito alla fine del Duecento con le sue volte e gli archi possenti e la possente Torre del Moro, il Palazzo Soliano, al cui piano terra si trova il Museo Emilio Greco, con sculture e creazioni grafiche donate alla città dall’artista siciliano, la Sala del Carmine, un’ex chiesa del 1300 facente parte del più vasto complesso del Carmine che comprendeva anche un convento, e infine il Ristorante Al San Francesco, situato in un edificio che ospitò nel 1200 un convento francescano, location del gran cenone di fine anno la notte del 31 dicembre a suon di jazz e sede ideale dei jazz lunch e dinner.
UMBRIA JAZZ WINTER ha un posto molto particolare nel panorama del jazz italiano: per la sua tradizione, quest’anno festeggia il ventennale, per la qualità delle proposte musicali, per la scelta del periodo, le feste di Capodanno, per l’ambientazione in una delle più belle città dell’Umbria, all’ombra del grandioso Duomo.
Era il 1993, quando il direttore artistico Carlo Pagnotta lanciò l’idea di far nascere da una costola del festival estivo un’edizione invernale fra la curiosità generale, qualche scetticismo, molta convinzione.
E ora UJW è uno dei riferimenti immancabili della programmazione jazzistica di fine anno, con il suo carico di artisti fuori dalle consuetudini delle tournée, caratterizzati dalla qualità e nelle condizioni di potersi esibire più volte in una formula che con gli anni si è affinata e che vive anche del rapporto tra la proposta musicale e il fascino dei luoghi (compresa la buona cucina).












