L’obiettivo di avere in Umbria una qualità dell’aria migliore di altre parti d’Italia è da perseguire non solo perché la Comunità europea ha stabilito il 2013 come l’anno europeo dell’aria, prendendo l’impegno di rafforzare maggiormente la direttiva che regola la presenza di inquinanti in atmosfera.
Un’aria buona può essere un fattore di grande importanza anche nella politica di promozione del turismo e questo lo si può comprendere semplicemente stando un giorno nella Capitale: l’aria buona può quindi essere per l’Umbria ciò che per Roma sono i monumenti.
Pur prendendo a riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno) presente nelle città, a partire dai dati disponibili sui siti delle Regioni, delle Arpa e delle Provincie (la centralina peggiore di Perugia è quella di ponte San Giovanni e la peggiore di Terni è quella de Le Grazie), i due capoluoghi di provincia umbri non se la cavano poi tanto male secondo quanto appare da un dossier di Legambiente” Mal’aria di città”.
Infatti solo a Terni (Le Grazie) si è superato abbondantemente il limite di 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero di 50 microgrammi/metro cubo di PM10 stabilito dalla legge, arrivando a 62 superamenti, mentre Perugia (Ponte San Giovanni) rimane nei limiti di legge attestandosi a 25 giorni di superamenti.
Stesso dato negativo per il più pericoloso PM 2.5 (frazione delle polveri, con diametro inferiore ai 2,5 micron), per il quale è stabilito il limite di 25 microgrammi/metro cubo come media annuale, per cui Terni (Le Grazie) supera il valore medio annuo di 29 microgrammi/metro cubo (superando i limiti di legge). Anche per il PM 2.5 Perugia (Ponte San Giovanni) fa registrare 13 microgrammi/metro cubo (rimanendo nei limiti di legge).
Un’aria buona può essere un fattore di grande importanza anche nella politica di promozione del turismo e questo lo si può comprendere semplicemente stando un giorno nella Capitale: l’aria buona può quindi essere per l’Umbria ciò che per Roma sono i monumenti.
Pur prendendo a riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno) presente nelle città, a partire dai dati disponibili sui siti delle Regioni, delle Arpa e delle Provincie (la centralina peggiore di Perugia è quella di ponte San Giovanni e la peggiore di Terni è quella de Le Grazie), i due capoluoghi di provincia umbri non se la cavano poi tanto male secondo quanto appare da un dossier di Legambiente” Mal’aria di città”.
Infatti solo a Terni (Le Grazie) si è superato abbondantemente il limite di 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero di 50 microgrammi/metro cubo di PM10 stabilito dalla legge, arrivando a 62 superamenti, mentre Perugia (Ponte San Giovanni) rimane nei limiti di legge attestandosi a 25 giorni di superamenti.
Stesso dato negativo per il più pericoloso PM 2.5 (frazione delle polveri, con diametro inferiore ai 2,5 micron), per il quale è stabilito il limite di 25 microgrammi/metro cubo come media annuale, per cui Terni (Le Grazie) supera il valore medio annuo di 29 microgrammi/metro cubo (superando i limiti di legge). Anche per il PM 2.5 Perugia (Ponte San Giovanni) fa registrare 13 microgrammi/metro cubo (rimanendo nei limiti di legge).
Gli altri dati sono più positivi.
Il biossido di azoto a Perugia (Ponte San Giovanni) raggiunge una media annuale di 39 microgrammi/metro e a Terni (le Grazie) 24,7 (entrambe, Terni per un pelo, nei limit idella concentrazione media annua stabilita dalla legge è di 40 microgrammi/metro cubo).
Relativamente all’ozono, per il quale la normativa consente un massimo di 25 giorni di superamento della soglia giornaliera pari a 120 µg/m3mediata su otto ore consecutive a Perugia (Ponte San Giovanni) si registrano19,7 giorni di superamento e a Terni 18,6.
Per migliorare ancora la situazione secondo Legambiente Umbria occorrerebbe: “mobilità basata sull’incentivazione dei mezzi pubblici, dell’andare a piedi e dove possibile in bicicletta; miglioramento degli edifici per risparmiare energia e inquinamento dei riscaldamenti e raffrescamenti. E a Terni, la città industriale più importante abbiamo sempre incalzato, costruttivamente l’industria per investire per rendere più sostenibili i loro processi produttivi".
In particolare si chiede “la riduzione della velocità a 30 chilometri orari in ambito urbano per aumentare la sicurezza di pedoni e ciclisti, fluidificano il traffico …come la creazione di aree libere dalle auto”.
Il biossido di azoto a Perugia (Ponte San Giovanni) raggiunge una media annuale di 39 microgrammi/metro e a Terni (le Grazie) 24,7 (entrambe, Terni per un pelo, nei limit idella concentrazione media annua stabilita dalla legge è di 40 microgrammi/metro cubo).
Relativamente all’ozono, per il quale la normativa consente un massimo di 25 giorni di superamento della soglia giornaliera pari a 120 µg/m3mediata su otto ore consecutive a Perugia (Ponte San Giovanni) si registrano19,7 giorni di superamento e a Terni 18,6.
Per migliorare ancora la situazione secondo Legambiente Umbria occorrerebbe: “mobilità basata sull’incentivazione dei mezzi pubblici, dell’andare a piedi e dove possibile in bicicletta; miglioramento degli edifici per risparmiare energia e inquinamento dei riscaldamenti e raffrescamenti. E a Terni, la città industriale più importante abbiamo sempre incalzato, costruttivamente l’industria per investire per rendere più sostenibili i loro processi produttivi".
In particolare si chiede “la riduzione della velocità a 30 chilometri orari in ambito urbano per aumentare la sicurezza di pedoni e ciclisti, fluidificano il traffico …come la creazione di aree libere dalle auto”.











