In Umbria la campagna " La pillola senza Pillola" approderà solo via web e molte le potenziali utilizzatrici: 76 su 100 pensano di non sapere tutto su quali siano i giorni più fertili e meno fertili in un mese
anello-contraccettivo
La campagna “La Pillola senza Pillola”, voluta da MSD Italia, torna negli atenei italiani forte dell’esperienza dello scorso anno che ha riscosso un grande successo tra i ragazzi  per fare in modo che il dialogo non si interrompa.
La campagna “La Pillola senza Pillola” sarà presente negli Atenei universitari coinvolti nel tour Universitybox con uno spazio dedicato. Parte oggi da Cagliari, Catania e Napoli e poi si muoverà in diverse città italiane.
Le città dell’Umbria non saranno presenti in questo tour ma poco male: le informazioni sono reperibili anche sul web.
Tutte le date sul sito www.lapillolasenzapillola.it ma anche: informazioni, materiale e, a disposizione di tutti, un ginecologo che potrà essere consultato gratuitamente e che risponderà a domande, dubbi e curiosità su contraccezione; il tutto ovviamente in forma anonima.
Un punto di confronto autorevole per le giovani universitarie – ma anche per i colleghi maschi– che, con i loro ritmi di vita intensi, spesso affrontano la sessualità e la contraccezione basandosi solo su un disinformato passaparola.
I contraccettivi il cambiamento lo hanno già compiuto da tempo.
Adesso tocca alle donne. Finalmente si sono rese conto di non essere adeguatamente informate e non solo in materia di contraccezione.
Non conoscono abbastanza neppure il loro corpo
. E partono da qui, da questa presa di coscienza di sapere di non sapere, per andare oltre.
Non gli basta più il confronto con la madre perché legata a vecchie paure e molti stereotipi che derivano da un modello di contraccezione ormai superato.

Sentono di dover fare un passo in avanti. Se le loro madri sognavano un contraccettivo, a qualunque costo, che le rendesse libere di vivere la sessualità slegata dalla maternità, loro sognano un contraccettivo in linea con i tempi, che le renda libere, e le sdogani dai miti e dalle paure che avevano le loro mamme: paura degli effetti indesiderati sul piano estetico; degli ormoni estrogeni; della dimenticanza dell’appuntamento quotidiano.
Se non lo trovano piuttosto ci rinunciano o in minima parte scelgono la pillola, anche se non le convince pienamente, perché conoscono solo quella via. Si informano prevalentemente in internet perché sono all’eterna ricerca di un contraccettivo moderno che risponda alle loro esigenze.
Ma in rete le informazioni sono tante, troppe e confuse. Ecco perché ritorna la campagna “La Pillola senza pillola”.

Una campagna (ma anche un sito web: www.lapillolasenzapillola.com) per raccogliere l’appello di più informazione dei ragazzi e per spiegare loro che la contraccezione è importante e che non si devono affidare al caso o ‘accontentare’ di un contraccettivo se non li soddisfa pienamente; che devono andare oltre a quella che credono l’unica via possibile, che possono trovare risposta al loro bisogno di conoscenza e che esistono metodi innovativi a basso dosaggio ormonale, sicuri, efficaci e ‘a prova di dimenticanza’ come l’anello vaginale.
«Denunciamo da anni che le ragazze italiane conoscono poco i metodi contraccettivi, non è una novità – dice Rossella Nappi, Professore Associato della Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Pavia che, insieme alla ginecologa  Novella Russo, è la responsabile scientifica della Campagna – ma finalmente qualcosa sta cambiando: ora le ragazze sanno di non sapere e, di conseguenza, non si accontentano più.
Sanno poco di contraccezione ma conoscono anche poco il loro corpo con il quale, tuttavia, hanno un buon rapporto e una buona confidenza.
Un segnale importante evidenziato da un’indagine condotta da GFK Eurisko che ha messo in evidenza come 63 ragazze su 100 hanno dichiarato di non essere completamente soddisfatte della loro conoscenza su come funziona l’apparato riproduttivo femminile, 82 su 100 non sono pienamente informate su quali siano gli ormoni coinvolti nel controllo e nella regolazione del ciclo mestruale e 76 su 100 pensano di non sapere tutto su quali siano i giorni più fertili e meno fertili in un mese.
E chiedono di saperne di più, di essere più informate soprattutto in merito ai giorni fertili, segno che il tema della contraccezione è sentito come prioritario.
Sono consapevoli che questa loro non conoscenza le limita nei confronti della scelta dell’anticoncezionale più adatto alle loro esigenze.
Hanno ben chiaro quale potrebbe essere il loro contraccettivo ideale, un contraccettivo adatto alla loro generazione, che le renda “libere dalle paure”: dalla paura di una gravidanza indesiderata e che quindi sia efficace; dalla paura degli effetti indesiderati sul piano estetico (cellulite, ritenzione idrica e aumento di peso); dalla paura degli ormoni estrogeni e che, quindi, sia a basso dosaggio e a rilascio locale (e anche a prova di disturbi gastrointestinali); dalla paura della dimenticanza legata all’appuntamento quotidiano e, quindi, sia a cadenza mensile e rimuovibile in qualsiasi momento.
Il loro contraccettivo ideale potrebbe essere un metodo che non richieda l’assunzione quotidiana, come ad esempio l’anello vaginale che, tuttavia, non conoscono.


Il passaggio di testimone generazionale madre-figlia richiede un passo in avanti: perché spesso mamma si trova a dover parlare di una contraccezione che non esiste più, fatta di stereotipi, paure e convinzioni che oggi sono state superate da nuovi approcci.
Adesso le ragazze sembra che stiano iniziando ad essere più consapevoli, dobbiamo aiutarle a farsi un loro bagaglio di informazioni che sia al passo con i tempi e con i più moderni metodi contraccettivi.

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