A Massa Martana avviene un progressivo spopolamento delle aree prevalentemente boschive, legato soprattutto alla crisi delle attività primarie che allo stato non sono in grado di fornire redditi e condizioni di vita paragonabili con quelli degli altri settori.
La conseguenza immediata dell’abbandono del territorio è il suo impatto negativo sull’ambiente e sul paesaggio con alterazione degli ecosistemi naturalistici, il dissesto idrogeologico, il degrado forestale e l’impossibilità di una manutenzione diffusa del territorio con la predisposizione di condizioni favorevole agli incendi e, soprattutto, con la perdita di un patrimonio naturalistico, storico e culturale irriproducibile.
Le azioni strategiche che possono essere messe in atto nell’attuale momento socio-economico e politico sono:
1. il riconoscimento di un valore economico alle funzioni positive generali svolte dalle popolazioni insediate in materia di valorizzazione del paesaggio, difesa idrogeologica, difesa antincendio, conservazione degli habitats, opportunità ricreative;
2. rilancio della selvicoltura e del relativo indotto.
Secondo l’inventario forestale Italiano del 1985 e da recenti stime della FAO in Italia ci sono da 8.675.000 a 10.000.000 di ettari di boschi, per due terzi di proprietà privata, individuale e collettiva e costituita per il 50% da boschi cedui, il cui prodotto tipico è il legname da ardere e l’abbandono dei territori montani ha fatto segnare una riduzione dell’utilizzazione forestale per la produzione di legname da ardere passata dai 10 milioni di metri cubi del 1950 ai 5 milioni del 1994, con invecchiamento crescente dei soprassuoli che superano sempre più spesso il turno normale.
In Italia, in genere, e nei Monti Martani, in particolare, si ha un’elevata disponibilità potenziale di massa legnosa utilizzabile ma la mancanza di un’imprenditoria capace di valorizzarla economicamente, mettendo in moto attività economiche stabili.
Questa situazione di stallo potrebbe essere superata mediante una migliore organizzazione e dall’evoluzione tecnologica di tutti i segmenti della filiera legno-energia che rendono economicamente conveniente l’utilizzo del legno rispetto alle altre fonti energetiche, riducendo in particolare i costi di stoccaggio e trasporto dalle aree d’imposto alle aree di lavorazione e vendita.
L’indice di efficienza termodinamica dell’80% del legname prodotto dalle essenze quercine il valore di sostituzione della legna da ardere si aggira, infatti, intorno ai 200-220 euro a tonnellata, oltre il doppio del suo ordinario valore di mercato (non superiore a 100 euro a tonnellata).
Per fare questo è necessario puntare ad aziende agroforestali più moderne ed efficienti che potrebbero utilizzare i mezzi e il lavoro disponibili anche per lavori di manutenzione del territorio, con una moderna pianificazione e con una rete di aziende agroforestali, riunite in cooperative o in consorzi anche con partecipazione di enti territoriali, comunanze agrarie, domini collettivi e altre forme di gestione associata di patrimoni agroforestali, dovrebbe essere favorita con idonee misure di politica agricola, forestale ed ambientale tra cui assumono particolare rilevanza le seguenti:
• formazione professionale degli operatori e loro riqualificazione permanente;
• assistenza, incentivazione e finanziamento di imprese agroforestali e di servizio efficienti;
• creazione di centri assistenza e di servizio;
• introduzione negli strumenti di pianificazione territoriale ed economica di aree di appoggio, imposto, stoccaggio e trasformazione dei prodotti forestali, attrezzati anche per il loro impiego nella filiera energetica;
• redazione di validi piani di taglio e d’assestamento poliennali, coordinati territorialmente in relazione all’utilizzazione della provvigione del bosco a fini energetici;
• congrua e stabile remunerazione delle prestazioni di manutenzione del territorio.
• coordinamento delle attività nellarea omogenea dei Monti Martani e con centri di trasporto intermodale.
La valorizzazione di nuove professionalità e di nuove tecnologie nella filiera legno-energia si pone pertanto come un’opportunità nuova ed interessante per le popolazioni dei Comuni riuniti nella Comunità Montana dei Monti Martani e del Serano, in particolare per quelli disposti lungo l’asse del Diverticolo Antico della vecchia Flaminia, in particolare per il Comune di Massa Martana in cui esistono Comunanze Agrarie che gestiscono una vasta area boschiva, costituita prevalentemente da cedui semplici e matricinati di essenze quercine e che comprendono anche aree boschive private utilizzabili e che ha una stazione ferroviaria che ha tutti i requisiti per consentire quel trasferimento combinato di merce su diversi mezzi di trasporto che può rendere competitiva la produzione degli insediamenti produttivi di Villa San Faustino, posti a monte della linea ferroviaria della Ferrovia Centrale Umbra e della Strada di Grande Comunicazione E 45, migliorando la competitività delle produzioni di questa area e di tutto il territorio posto lungo il Diverticolo Antico della Via Flaminia.
Con la realizzazione della Centrale a biomasse di Villa San Faustino, Massa Martana può diventare sia centro di trasformazione di prodotti agroforestali locali che cerniera di trasporto intermodale e consentirebbe la rinascita di tutta l’area dei Monti Martani, potendosi giovare di un sistema produttivo e logistico avanzato che renderebbe competitive tutte le attività produttive locali, agricole, artigianali, industriali e turistiche, riducendo al minimo l’impatto ambientale e generando un ampio indotto che consentirebbe alle nuove generazioni d’impiegare nel proprio territorio le loro capacità e le loro energie senza dovere emigrare altrove, anche perché la politica dei trasporti a livello nazionale ed europea punta a dare slancio innovativo a una prospettiva di modernizzazione sostenibile, con una sempre più diffusa offerta d’infrastrutture e servizi di trasporto intermodali, dato che l’apertura dei mercati rappresenta una grande occasione di progresso civile ed economico, solo se i sistemi di trasporto, logistica e tecnologia a supporto informatico e telematico si integrano in uno stesso percorso di sviluppo in i cui sistemi produttivi e distributivi.
Invece di riempirsi la testa di "aria pulita" o, peggio, di contestare qualsiasi iniziativa di aumento del Calore Aggiunto nel territorio comunale, strillando come "cricchi" contro le Istituzioni e le Imprese sarebbe bene riflettere e non buttare via le possibilità di sviluppo che si presentano, lasciando che i morti per egoismo seppelliscano loro stessi, lasciando liberi i viventi di realizzare le loro vite.









